La maggior parte delle pillole e capsule che prendiamo per curarci “contengono ingredienti ‘inattivi’ che potrebbero causare reazioni avverse”. Lo ha stabilito uno studio della Harvard Medical School pubblicato da ‘Science Translational Medicine’.
Tra gli scienziati che hanno firmato il lavoro anche Giovanni Traverso, ricercatore della divisione di Gastroenterologia del Brigham and Women’s Hospital dell’Università di Harvard. Secondo gli autori, “la stragrande maggioranza dei farmaci orali prescritti negli Usa, il 92,8%, contiene almeno un ingrediente che può causare allergie o disturbi gastrointestinali in soggetti sensibili. Tra questi ci sono lattosio, olio di arachidi, glutine e coloranti chimici”.
In totale sono stati trovati 38 ingredienti ‘inattivi’ che sono già stati descritti in letteratura per causare sintomi allergici. “Quando sei un clinico, l’ultima cosa che vuoi fare è prescrivere un farmaco che potrebbe causare una reazione avversa o allergica in un paziente – spiega Traverso – Questo progetto è stato ispirato da un incidente reale in cui a un paziente celiaco è stato prescritto un farmaco che conteneva glutine. Volevamo capire il problema e approfondire l’interno universo di questi ingredienti inattivi”.
La ricerca ha passato al setaccio 42.052 farmaci orali che contenevano più di 354.597 ingredienti inattivi. “Sebbene queste sostanze siano state testate per garantirne la sicurezza – specifica la ricerca – sono stati registrati dei casi di reazioni allergiche che suggeriscono come gli eccipienti possono danneggiare soggetti allergici o intolleranti“. Dall’analisi di pillole e capsule è emerso che circa il 45% contiene lattosio, il 33% un colorante alimentare, mentre solo lo 0,08% olio di arachidi.
