Ripristinata la fertilità dopo un tumore: nuove speranze per il futuro

Ripristinare  la fertilità maschile dopo un tumore avuto in età infantile è possibile: lo rivelano dei nuovi esperimenti condotti sulle scimmie. La ricerca ha sfruttato la tecnica di reimpianto del tessuto dei testicoli, che è stato congelato prima della chemioterapia e successivamente reimpiantato sottopelle nello stesso individuo.

Il tessuto sottopelle ha permesso di produrre spermatozoi che sono poi stati trasferiti in un ovulo, dando origine a un embrione da cui è nata Grady, una femmina di macaco. La ricerca è stata pubblicato su Science, e il risultato si deve ai ricercatori guidati da Kyle Orwig e da Adetunji Fayomi, dell’Università americana di Pittsburgh.

Lo studio segna una pietra miliare nelle tecniche per conservare la fertilità nei ragazzi che, in età prepuberale, devono sottoporsi alla chemioterapia e ad altri trattamenti contro il tumore.

Ci sono ancora alcuni aspetti tecnici che devono essere messi a punto, ma se verrà dimostrata la fattibilità nell’uomo sarà possibile offrire ai bambini sottoposti a chemioterapia una prospettiva di vita sempre più normale” ha osservato Giovanni Codacci Pisanelli, oncologo dell’Università Sapienza di Roma. Tuttavia, ha aggiunto “questa tecnica purtroppo non sarà proponibile ai bambini affetti da tumori che possono coinvolgere i testicoli“.

Per gli uomini adulti che si sottopongono a trattamenti contro il cancro la conservazione dello sperma permette comunque di mantenere la possibilità di avere figli, anche se i trattamenti compromettono la produzione di spermatozoi. Per i bambini tuttavia tale opzione non è possibile, in quanto essi non possiedono spermatozoi maturi.

Quest’ultimi infatti vengono prodotti da un ormone, il testosterone, che viene generato durante la pubertà e che attiva le cellule staminali nei testicoli per iniziare a produrre sperma. Nei ragazzi in età prepuberale la chemioterapia può dunque uccidere queste staminali e causare infertilità da adulti.

Ricerche precedenti sui primati non umani hanno dimostrato che, in questi casi, lo sperma può essere prodotto dal trapianto del tessuto testicolare congelato prima della pubertà” ha rilevato Fayomi.

Proprio partendo da questa base di conoscenze, i ricercatori hanno prelevato il tessuto dei testicoli di un macaco prima di sottoporlo a chemioterapia e lo hanno congelato. Successivamente hanno trapiantato il tessuto sotto la pelle dello stesso animale.

Dopo circa 12 mesi, quando l’animale era entrato nella pubertà, è stato osservato che il tessuto aveva prodotto spermatozoi, utilizzati a loro volta per fecondare 138 ovuli. Questo trattamento ha generato 11 embrioni che sono stati trasferiti nelle femmine di macaco, ma solo uno di questi ha determinato una gravidanza.