Fukushima: gli strascichi del disastro avvelenano i boschi attorno alla centrale

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A distanza di 8 anni dal disastro di Fukushima, gran parte del cesio presente in atmosfera rilasciato durante l’incidente e’ stato assorbito dalle foreste attorno alla centrale. Questo è emerso dallo studio dell’Agenzia dell’energia atomica giapponese, durato quattro anni e condotto nei boschi di Kawamata e nel villaggio di Kawauchi, verificando che circa il 70% del cesio presente nell’ambiente si e’ accumulato nelle aree circostanti l’impianto, nella prefettura di Fukushima.

In questi risultati ci sono tutte le preoccupazioni dei residenti, dovute alla possibilità che sostanze radioattive possano diffondersi nelle zone residenziali, contaminando i raccolti agricoli, per via del lento progresso nei lavori di bonifica del territorio.

Credit: Shaun Burnie

Stando alla ricerca, tuttavia, oltre il 90% del cesio presente nelle foreste si trova a una profondità massima di 10 centimetri nel terreno, e solo lo 0,1% dei depositi contenenti l’isotopo radioattivo si propaga all’esterno delle aree interessate. Lo studio rivela anche che il livello di cesio nei corsi di acqua sia inferiore a un becquerel (l’unità di misura del Sistema internazionale dell’attività di un radionuclide) per litro, che equivale a un decimo del valore consentito dal governo per l’impiego di acqua potabile.

Credit: Christian Åslund

Anche se, fanno notare i residenti, nelle trote di acqua dolce della zona e’ stata misurata una presenza di 100 becquerel per chilo – che rientra comunque nello standard del governo per gli alimenti – l’Agenzia atomica ha dichiarato che non smetterà di assistere la comunità nella ripresa delle attività agricole, di pesca e della caccia, nella prefettura che è stata colpita dalla catastrofe del marzo 2011, questo anche fornendo tutto il supporto necessario agli sfollati che sono intenzionati a tornare nelle proprie abitazioni.