La mela ‘Melinda‘, prima Dop italiana, e tutti i produttori di mele della Provincia autonoma di Trento, sono stati protagonisti oggi a Bruxelles, nella sede del Parlamento europeo, dove hanno presentato il loro modello di agricoltura al servizio del territorio e della comunità.
Un modello di produzione sostenibile unico al mondo, grazie al sistema di stoccaggio della frutta nel cuore delle Dolomiti, in celle ipogee che sfruttano in modo efficiente le gallerie abbandonate della miniera di Rio Maggiore.
L’iniziativa è stata organizzata da Paolo De Castro, primo vicepresidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo, in collaborazione con il direttore generale del Consorzio Melinda Paolo Gerevini e del presidente Michele Odorizzi. Tra i numerosi ospiti l’eurodeputato Ppe Herbert Dorfmann (Suedtiroler Volkspartei) secondo cui si ”può parlare di filiera sostenibile e di qualità, solo quando un prodotto è sostenibile nel suo complesso, dall’impatto sul territorio alle tecniche di conservazione”.
Per De Castro, “il progetto è un esempio ben riuscito di connessione sociale, ambientale ed economica. In primo luogo – spiega l’eurodeputato Pd – perché si salvaguardia l’ambiente con il risparmio di 20mila mq di suolo e l’abbattimento di milioni di tonnellate di C02. Poi si tagliano i costi energetici in quanto nelle grotte la temperatura e’ costante. fresca e umida. Infine, l’abbattimento delle spese di produzione diventa una leva di reddito per le 5.000 famiglie di agricoltori che danno lavoro ad altre 1.500 persone”. Cosi’ – conclude De Castro – grazie anche l’Organizzazione comune di mercato e a OP ben strutturate, si garantiscono aziende agricole vitali, competitive e sostenibili”.
