La Magna Charta per la prima volta in Italia: la mostra dal 23 marzo al 9 giugno a Vercelli

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Vercelli, dopo 800 anni dalla fondazione dell’abbazia di Sant’Andrea, espone per la prima volta in Italia il manoscritto della Magna Charta Libertatum, nella sua redazione del 1217, che proviene dal Capitolo della Cattedrale di Hereford in Inghilterra. Dal 23 marzo al 9 giugno, all’Arca, ex chiesa di San Marco, si terrà la mostra “La Magna Charta: Guala Bicchieri e il suo lascito. L’Europa a Vercelli nel Duecento“, dove sarà esposta una delle quattro copie originali de documento scritto in latino che il re d’Inghilterra Giovanni Senzaterra fu costretto a concedere ai baroni del regno, suoi diretti feudatari, presso Runnymede, il 15 giugno 1215. L’esposizione è un omaggio al cardinale Guala Bicchieri che, con la posa della prima pietra alla data convenzionale del 19 febbraio 1219, diede avvio alla costruzione dell’abbazia, dando vita nel corso dei sette anni successivi a uno dei primi esempi di costruzione gotica in Italia. Ma la sua figura è legata anche alla vicenda della Magna Charta Libertatum.

Guala Bicchieri, legato pontificio presso la corte inglese e tutore del giovane re inglese Enrico III fece da ‘supervisore’ al documento ponendo il proprio sigillo sia nella versione revisionata del 1216, sia nella riconferma della carta esposta a Vercelli, redatta nel 1217. L’allestimento scenografico nello spazio dell’Arca metterà in luce le caratteristiche e l’importanza della Magna Charta e del cardinale Guala Bicchieri, permetterà di far conoscere la sua storia e il legame con la città di Vercelli, in un viaggio temporale attraverso il Medioevo e i secoli successivi per scoprire non solo la storia del documento e dei personaggi ad esso collegati, ma soprattutto focalizzare l’attenzione sulla figura di Guala Bicchieri.