Maltempo, danni per il forte vento sull’Italia: chiusa la Torre di Pisa, Nord devastato da incendi e siccità

Maltempo, Italia colpita da un'altra tempesta di forte vento: incendi e siccità al Nord, piogge in arrivo al Sud. Le ultime notizie e il riepilogo della situazione

Alberi abbattuti, tegole e coperture divelte e neve sui passi appenninici. E’ questa la situazione in Toscana per l’ondata di Maltempo che ha fatto scattare l’allerta arancione per vento forte in quasi tutta la regione e ha spinto i sindaci di molti comuni della costa a chiudere le scuole. Le raffiche di bora hanno raggiunto i 100km/h in molte aree della Regione, sfiorando i 150km/h nelle zone di montagna. A Firenze alberi caduti e auto in sosta danneggiate a causa del forte vento. La notte scorsa, in via dei Caboto, un albero nel cortile della scuola Calamandrei è caduto finendo sulla strada, danneggiando alcune vetture in sosta. Sempre in nottata un altro albero è caduto in via del Cavallaccio, un altro questa mattina intorno alle 7,30 in viale Guidoni, senza provocare danni. Sempre a Firenze, si sono verificate cadute di tegole, in particolare nella zona di Gavinana.Il brusco cambiamento delle condizioni meteo ha riportato in Toscana anche la neve: la protezione civile della Città metropolitana di Firenze ha segnalato in mattinata nevicate, localmente anche abbondanti, sui passi appenninici oltre a raffiche di vento superiori a 80 km/h sui crinali appenninici e nella piana di Firenze (raffica massima 104 km/h al passo del Giogo). Neve sui passi anche dell’Aretino, come a Chiusi della Verna e a Badia Prataglia. A creare maggiori disagi è però il forte vento, con vari interventi dei vigili del fuoco per alberi o rami caduti, coperture o tegole volate via. In particolare, sempre nell’Aretino, a Sansepolcro il vento ha divelto la copertura di un impianto di tennis con danni ingenti alla struttura, mentre a Subbiano è crollata la porzione di un tetto. Una trentina gli interventi dei vigili del fuoco a Pisa e provincia, che hanno riguardato principalmente la caduta di alberi – uno ha abbattuto un muro di recinzione nel capoluogo -, rami, tegole e coperture. Varie le richieste di intervento ai vigili del fuoco anche a Prato e a Livorno.Per quanto riguarda i trasporti, i voli in arrivo all’aeroporto di Firenze, a causa del forte vento da nord, sono stati dirottati su altri scali. Per i treni, ci sono stati rallentamenti sulla linea lenta Firenze-Arezzo e su quella tra Siena e Chiusi, per materiale finito sui binari, ma la situazione, spiega Fs, è già tornata alla normalità nel corso della mattinata. Per le isole, saltati due traghetti da Porto S.Stefano (Grosseto) al Giglio e fermo a Livorno quello diretto a Capraia. A Livorno comunque il traffico portuale è regolare. Collegamenti regolari anche tra Piombino e Portoferraio all’isola d”Elba ad eccezione dell”aliscafo, e del Giuseppe Rum che è rimasto fermo sul collegamento Piombino-Rio Marina. CRO NG01 fbg/vln 20190326T122943Z

Maltempo, chiusa per il forte vento la Torre di Pisa

AFP/LaPresse

Il forte vento ha portato, in via precauzionale, anche alla chiusura della Torre pendente a Pisa: non e’ la prima volta che accade. A Pisa citta’ e in provincia sono poi circa un centinaio gli interventi dei vigili del fuoco, tra cui anche per incendi di sterpaglie e canneti alcuni dei quali provocati da cavi elettrici che si sono rotti innescando i focolai come a San Lorenzo alle Corti dove per domare le fiamme e’ stata temporaneamente interrotta la viabilita’. A Firenze invece sono in totale undici gli alberi caduti in citta’ a causa del forte vento delle ultime ore, che ha toccato punte di 75 chilometri orari.

Maltempo, forte vento anche a Rimini: alberi abbattuti

Anche a Rimini e’ stata colpita dal forte vento che nella notte si e’ abbattuto sulla riviera romagnola. Nessun danno alle persone, e disagi alla viabilita’ limitati, ma sei alberi e diversi rami sono caduti per le raffiche. Tra le zone piu’ colpite, Marina Centro, dove sono stati sradicati alberi sani o spezzate le cime di altre piante. L’unica strada chiusa provvisoriamente al traffico e’ stata la via San Lorenzo. I teli posti a protezione del lungo mare ha fermato decine di metri cubi di sabbia. La Municipale e’ intervenuta infine in via Covignano, dove un condizionatore si e’ staccato dalla parete di un’abitazione precipitando sul cofano di un’auto parcheggiata in strada.

Maltempo, forte vento anche a Perugia e in Umbria

Numerosi interventi in gran parte della provincia di Perugia da parte dei vigili del fuoco per i danni provocati dal forte vento che ha portato anche a un’abbassamento sensibile delle temperature. Non vengono segnalati problemi alle persone. Gli interventi hanno riguardato in particolare alberi e rami caduti in diverse zone o tegole divelte. Le zone maggiormente interessate sono Trevi, Citta’ di Castello, Perugia, Corciano e l’assisano.

Maltempo, siccità e incendi: nord Italia in ginocchio

incendio incendi boschiviSiccita’ e caldo mettono l’Italia in ginocchio. Dall’inizio dell’anno un incendio al giorno, vale a dire 87 roghi, hanno bruciato 2.426 ettari. E’ il record negativo registrato nel 2019. Una situazione favorita dal vento e dall’ambiente secco in un mese di marzo con temperature massime e minime di tre gradi superiori alla media nella prima decade, secondo l’Ucea. Nello stesso periodo nel 2018 si erano verificati solo 4 roghi che avevano devastato 26 ettari. A fare il punto e’ un’analisi della Coldiretti su dati Effis in occasione all’inferno di fuoco alimentato dal forte vento che ha devastato le alture di Cogoleto nel ponente di Genova e del vasto incendio boschivo che ha colpito il parco naturale del Sacro Monte di Belmonte, tra Valperga e Pertusio, nel Torinese con le fiamme che hanno lambito case ed il santuario patrimonio dell’umanita’ Unesco. Nei giorni scorsi le fiamme avevano colpito i boschi a Fucecchio in Toscana, nel pistoiese e in provincia di Pordenone, la zona boschiva del Cansiglio, tra Friuli Venezia Giulia e Veneto, Perapiana in Valle d’Aosta, la collina dello “Spalatriello” sull’isola d’Ischia e devastato la riserva naturale delle Baragge in provincia di Biella. La situazione e’ anche piu’ grave in Liguria, dove i numerosi incendi su tutto il territorio hanno fatto scattare lo stato di grave pericolosita’. “Per ricostituire i boschi andati in fiamme – afferma Coldiretti – ci vorranno almeno 15 anni con danni all’ambiente, all’economia, al lavoro e al turismo”. Caldo e siccita’ hanno reso secchi i boschi, senza neve le montagne e asciutti invasi, fiumi e laghi. Compromesse anche le riserve nel terreno, nel momento in cui l’acqua e’ essenziale per le coltivazioni. Allo stato attuale nel nord Italia – denuncia la Coldiretti – dove in molte zone non piove in modo significativo da mesi ed e’ caduta durante l’inverno il 50% di acqua in meno, la situazione e’ grave come quella del 2017, uno degli anni peggiori del secolo. Sul Po in magra sembra piena estate con il livello idrometrico al Ponte della Becca che segna -2,89 metri, come nell’agosto scorso, ma anomalie si vedono anche nei grandi laghi che hanno percentuali di riempimento che vanno dal 7% del lago di Como al 14% dell’Iseo fino al 28% del Maggiore secondo l’ultimo monitoraggio della Coldiretti. Il maltempo e’ atteso quindi come manna e non solo per il rischio incendi, visto che l’acqua e’ essenziale per le coltivazioni. In pericolo ci sono infatti le semine primaverili di granoturco, soia, girasole, barbabietole, riso e pomodoro nei terreni aridi.

Genova, l’incendio di Cogoleto innescato da un cavo rotto dal forte vento

incendio cogoletoI rilievi tecnici compiuti dai carabinieri della Forestale “hanno permesso di risalire al punto di insorgenza delle fiamme nei pressi di via Salita Maxetti, in corrispondenza di un traliccio dell’elettrodotto da cui si sarebbe spezzato un cavo”. Lo riferiscono, in una nota, i carabinieri. “Tale punto di origine e’ stato confermato anche dalle testimonianze di coloro che per primi hanno chiamato il numero unico di emergenza 112 ieri sera intorno alle 23.30”, scrivono i carabinieri.

Genova, l’incendio di Cogoleto: abitanti in fuga dalle fiamme, “distrutta una vita di lavoro”

incendio cogoleto“Non c’è più nulla, una vita di lavoro. Ieri notte in questa casa c’era il ragazzo che abita qui, da quassù sono scappati via, in tanti chi poteva con le macchine. Qui c’era tutta la legna accatastata, di sotto il bombolone del gpl. E’ andata di lusso, poteva scoppiare la casa”.Attilio Lumachi, 70 anni, osserva con gli occhi lucidi quello che rimane del suo vivaio terrazzato, parte della storica attività di famiglia, distrutto dalle fiamme di ieri notte nell’incendio che ha devastato circa un centinaio di ettari delle colline di Cogoleto, subito a ridosso del paese della riviera genovese. Mentre racconta all’Adnkronos le ore di paura appena passate, qui in salita Maxetti il fronte di fuoco è spento da poco, qua e là c’è ancora qualche piccolo focolaio. Salita Maxetti è una via nel bosco: dal centro di Cogoleto dista poco meno di un chilometro e da qui si passa per arrivare in collina, in una strada secondaria stretta, ripida e tortuosa che raggiunge la frazione di Sciarborasca.

L’incendio di ieri notte è partito quassù, sulla cima della via, che percorre il fianco della collina, disseminata di 4 o 5 abitazioni di campagna. Le fiamme sono arrivate fino al paese, spinte dalle raffiche di vento: del vivaio dei Fratelli Lumachi, stretto tra il focolaio più basso del rogo e la carreggiata dell’autostrada A10 rimangono poche piante. Tutto il resto è nero e fumo.  Le stesse fiamme hanno carbonizzato la vegetazione stringendo d’assedio il quartiere di Capieso, una strada sola per raggiungerlo, circondato dal bosco, sul fianco fronte mare della stessa collina ma spostato verso levante.”C’era fumo ovunque –  raccontano gli abitanti – abbiamo preso le macchine e siamo scappati in paese appena ci siamo resi conto, c’erano già le fiamme alte”. Qui le palazzine sono rimaste intatte, ma della vegetazione, pini e canneti, qui è rimasto poco e quel poco incenerito.Nella casa indipendente accanto al vivaio di Lumachi vive un ragazzo. Il titolare della ditta di vivai e giardini, vive a poco più in basso. Le fiamme sono arrivate anche lì.”Intorno a mezzanotte ci siamo accorti di cosa stava accadendo – prosegue Lumachi – siamo stati tutta la notte qui sotto. Abbiamo provato anche a salire ma era impossibile passare per il fuoco e i mezzi di soccorso. Da qui sono scappati via tutti, da casa mia eravamo sul tetto a bagnare se no prendeva fuoco. Se non c’era mio genero sul tetto a tenere lontane le fiamme avrebbe finita bruciata anche la casa”. Le cause sono ancora in via di accertamento però “dicono che è caduto un palo della luce – aggiunge – e potrebbe aver fatto corto circuito. Forse si è abbattuto per il vento”. Per Lumachi, 5 dipendenti, un’attività storica fondata dai nonni degli attuali titolari e conosciuta oltre i confini del paese, il bilancio è pesante. “Guardi il vivaio com’è conciato – conclude il signor Attilio – è bruciato un trattore, un capannone. Guardi queste piante – continua indicando le piccole palme annerite – Il trattore non c’è più, qui c’era una montagna di vasi fino in cima: non c’è più niente”. Il paese si è mobilitato fin da ieri notte per aiutare i residenti evacuati, chi ha aperto il negozio, chi ha fornito l’acqua e chi un riparo temporaneo oltre a quello messo a disposizione dal Comune. E oggi, dopo la messa in sicurezza dell’incendio,  è iniziata la conta dei danni, quelli al patrimonio pubblico ma anche privato.  In salita Maxetti sono andate distrutte 2 abitazioni, gli abitanti (4 persone) portati via dalle case intrise di fumo con l’aiuto dei soccorritori sono stati accompagnati in ospedale per controlli, ma nessuno è rimasto ferito in modo grave, particolare non scontato viste le proporzioni dell’incendio.

Ecco le pagine utili per seguire la situazione meteo in tempo reale:

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