Medicina: gli ultrasuoni saranno la cura non invasiva per artrite e diabete

Due studi indipendenti, entrambi pubblicati questa settimana sulla rivista Nature Communications, uno da Daniel Zachs della University of Minnesota, a Minneapolis, l’altro da Vichy Cotero e Christopher Puleo del GE Global Research Center a New York, rendono noto come gli ultrasuoni potrebbero rappresentare la cura di diverse malattia di origine infiammatoria e metabolica (artrite e diabete).
Attraverso la stimolazione nervosa, grazie alla sorgente di ultrasuoni (onde sonore simili a quelle utilizzate per l’ecografia) si otterrebbe un approccio non invasivo e non farmacologico.
Attualmente, già alcune malattie (ad esempio gastrointestinali) possono essere trattate con la stimolazione nervosa del nervo vago, ma è necessario l’impianto di elettrodi, quindi l’approccio è di tipo decisamente invasivo.
Questo approccio portato avanti inizialmente su topi e ratti, e’ attualmente in corso su pazienti che soffrono di artrite reumatoide.

Zachs ha dimostrato che stimolando quotidianamente con ultrasuoni topolini con artrite infiammatoria (puntando la stimolazione alla milza) gli animali stanno meglio;
Puleo e Cotero studiando gli ultrasuoni su ratti e topolini sia con condizioni infiammatorie, sia con difficolta’ a regolare lo zucchero nel sangue, puntando gli ultrasuoni sulla milza, sono riusciti a risolvere la condizione infiammatoria, mentre usandoli sul fegato hanno ridotto l’iperglicemia.
Si tratta di uno studio ancora preliminare ma promettente perche’ lascia intravedere la possibilita’ di una cura non farmacologica e non invasiva per svariate malattie.