Nanga Parbat, come sono morti Daniele Nardi e Tom Ballard? Alex Txikon svela un retroscena agghiacciante

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Alex Txikon è il 37enne alpinista basco che ha guidato la squadra che ha provato a soccorrere Daniele Nardi e Tom Ballard sul Nanga Parbat, riuscendo dopo tanti giorni e grandi fatiche ad avvistare i corpi delle due vittime. Il gruppo ha rischiato più volte la vita a causa delle valanghe, e ha dovuto rinunciare al tentativo di recuperare i corpi di Nardi e Ballard. Resta il mistero sulle cause della morte: la foto scattata da Txikon mostra chiaramente le sagome dei due alpinisti a pochi metri dalla tenda, posizionata in sicurezza, senza alcun tipo di valanga sulla zona. Nelle sue prime dichiarazioni, lo stesso Txikon rivela un’ipotesi davvero agghiacciante sulla morte di Nardi e Ballard che secondo l’esperto alpinista basco sarebbero letteralmente morti di freddo.

Il 5 marzo, esplorando la parete con il binocolo, avevo visto qualcosa – ha spiegato TxikonDopo aver parlato col fratello di Daniele, Claudio Legrand Nardi, il 6 siamo andati alla via Kinshofer, al mattino molto presto e scendendo li abbiamo visti. La prima cosa che ho fatto è stato localizzarli. Li abbiamo visti molto chiaramente, intorno ai 6000 metri. Eravamo in 12 al campo base e tutti abbiamo certificato che Tom e Daniele stavano mettendo le corde fisse“.

Sulle cause della morte di Nardi e Ballard, Txikon spiega che “è prematuro parlare di quanto è successo, ma nell’ultima conversazione, il 24 sera, Daniele aveva detto che faceva molto freddo e c’erano folate di vento molto forti. Avevano attrezzato fino a 6300 metri e stavano per scendere a campo 4 per riposare e passare la notte. Nella discesa il vento deve averli presi e a quell’ora, complici la grande stanchezza e le condizioni così avverse, la situazione deve essere diventata una trappola mortale“.