“Anche se è troppo presto per dirlo, Daniele e Tom forse sono stati uccisi dal vento e dal freddo“. Ad affermarlo all’AGI sono i soccorritori della squadra capitanata dall’alpinista basco Alex Txikon che si è prodigato, rischiando a sua volta la vita, nelle ricerche di Daniele Nardi e Tom Ballard. I soccorritori confermano l’agghiacciante retroscena rivelato in anteprima qualche ore fa da Txikon che ha scrutato con il suo telescopio le due giacche a vento, una rossa-arancione e l’altra blu, degli alpinisti in parete. Quel ‘ragazzo che vuole essere ricordato per aver provato a fare una cosa incredibile, impossibile’, Daniele Nardi, ed il compagno Tom Ballard, molto probabilmente sono morti per assideramento mentre si trovavano a circa 5.900 metri sullo Sperone Mummery lungo la parete Diamir del Nanga Parbat. Riprendendo i racconti e le testimonianze audio e video prodotte dal 42enne alpinista di Sezze (Latina) si evince che il 24 febbraio scorso le temperature erano molto basse e soffiava un vento gelido. Pare che Daniele e Tom avessero attrezzato la via fino a circa 6300 metri, quindi erano scesi al campo 4 dove avevano gia’ posizionato la tenda. In questo trasferimento potrebbe essere accaduta la tragedia. Nel frattempo e’ al vaglio della macchina dei soccorsi quando e soprattutto come recuperare i corpi dei due alpinisti. Lo stesso Txikon, attualmente al campo base del K2 per iniziare la programma ascensione, avrebbe dato alcune indicazioni su come poter operare in sicurezza considerando che Daniele e Tom non si trovano ad una quota particolarmente elevata e nemmeno in una posizione cosi’ delicata. Incaricato a richiedere i permessi all’aviazione militare pakistana sara’ l’ambasciatore italiano ad Islamabad, Stefano Pontecorvo che sin da subito ha coordinato i soccorsi. I piloti pakistani hanno dato dimostrazione di operare molto bene ma servira’ qualcuno che si calera’ dall’elicottero – operazione tutt’altro che semplice – per agganciare i corpi di Nardi e Ballard.
