Il riscaldamento globale generato dall’uomo non e’ un’ipotesi futuristica, ma un fenomeno in atto. Servono misure senza precedenti, o “ci si avvia verso un clima mai sperimentato prima dall’uomo, con le stesse condizioni vissute dal pianeta 3 milioni di anni fa”. L’avvertimento arriva dal presidente della Societa’ meteorologica italiana, Luca Mercalli, in occasione della presentazione della mostra ‘Capire il cambiamento climatico’ al Museo di storia naturale di Milano.
“Viviamo in un momento cruciale della storia dell’umanità – l’Antropocene – in cui la presa di coscienza delle popolazioni, la posizione dei governi, la rivoluzione delle energie rinnovabili e la scelta di consumi più moderati sono l’unica possibilita’ di invertire la marcia”, afferma. Il primo problema, secondo Mercalli, e’ prendere consapevolezza della situazione, cosa che molti non fanno, pensando si tratti di un’eventualita’ futura.
“Il riscaldamento globale e’ gia’ in atto. La temperatura della Terra e’ aumentata di oltre un grado nell’ultimo secolo, il 2018 e’ stato il quarto anno piu’ caldo della storia a livello globale e il primo anno piu’ caldo in Italia, Francia e Svizzera”, prosegue. Non solo. La superficie terrestre coperta dai ghiacci perenni cala di circa 400 miliardi di tonnellate ogni anno e il livello del mare aumenta di 3,4 millimetri all’anno.
“Ci saranno eventi sempre piu’ estremi, con maggiore siccita’, e l’aumento del livello dei mari per la fusione dei grandi ghiacciai cambiera’ la geografia. In Italia per esempio perderemo tutta la fascia costiera tra la Romagna e le Marche, cosi’ come sara’ sommerso il Bangladesh“, rileva. Tutto cio’ causera’ migrazioni gigantesche, ben superiori a quelle attuali, secondo l’esperto. Se non si fa nulla ora per contenere l’aumento della temperatura entro 2 a fine secolo, il riscaldamento potra’ oltrepassare i 5 C, con conseguenze gravissime. “La Terra non morira’ – conclude – ma cambiera’. Potrebbero scomparire le condizioni ottimali per la vita umana. Bisogna cambiare il modello economico, passando da una crescita infinita insostenibile per il pianeta ad un’economia circolare”.
