Un medico di un ospedale californiano ha informato un paziente del fatto che sarebbe morto entro pochi giorni attraverso un collegamento video remoto tramite un robot.
Il robot è entrato nella stanza del 78enne Ernest Quintana, affetto da un tumore ai polmoni, e, attraverso uno schermo, il medico curante ha informato il paziente che sarebbe morto entro pochi giorni, dopo avere avuto responso in merito dalle tac: l’unica possibilità rimasta era quella di staccare il respiratore e iniettare morfina come cura palliativa. Quintana è deceduto il giorno successivo.
“Questo non è il modo di dimostrare compassione nei confronti del paziente“, ha scritto un amico della famiglia su Facebook.
I familiari si sono indignati per la totale mancanza di tatto, aggravata dal fatto che le parole del medico erano udibili a fatica dal paziente al punto che la nipote 33enne, presente nella stanza, ha dovuto ripetergli il messaggio.
I parenti hanno protestato anche perché i protocolli prevedono che in caso di comunicazioni via robot deve essere sempre presente un medico o un infermiere che invece non c’era.
I media hanno riferito che l’ospedale inizialmente si è difeso sostenendo che era stato seguito il protocollo, ma poi si è scusato per non essere stato all’altezza delle aspettative dei familiari.
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