Allarme incendi e siccità: record di 99 roghi nei primi 90 giorni dell’anno

Incendi e siccità: per ricostituire i boschi ridotti in cenere ci vorranno almeno 15 anni con danni all’ambiente, all’economia, al lavoro e al turismo

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Record degli incendi in Italia che nei primi 90 giorni dell’anno hanno raggiunto quota 99 roghi contro gli appena 6 dello stesso periodo del 2018, favoriti dal clima secco su tutta la Penisola con precipitazioni dimezzate al Nord e circa 15 miliardi di metri cubi in meno di acqua rispetto alla media stagionale nel trimestre invernale 2019“: è quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Effis in relazione ai roghi che stanno devastando il Vercellese e la Valle Susa in Piemonte.

Fino a oggi sono andati a fuoco oltre 2.576 ettari da nord a sud della Penisola – precisa la Coldiretti – e per ricostituire i boschi ridotti in cenere ci vorranno almeno 15 anni con danni all’ambiente, all’economia, al lavoro e al turismo. Nelle foreste bruciate – sottolinea Coldiretti – saranno impedite anche tutte le attività umane tradizionali del bosco come la raccolta della legna, dei tartufi e dei piccoli frutti, ma anche quelle di natura hobbistica come i funghi che coinvolgono decine di migliaia di appassionati.

Una situazione drammatica – afferma la Coldiretti – favorita dal clima secco e dal vento con una siccità che nel primo trimestre dell’anno è grave come quella del 2017, uno degli anni peggiori del secolo, che ha creato difficoltà anche per gli usi civili nei centri urbani e che – sottolinea la Coldiretti – è costata 2 miliardi di euro in danni all’agricoltura tagliando i raccolti delle principali produzioni, dagli ortaggi alla frutta fino al mais, ma anche ai vigneti e al fieno per l’alimentazione del bestiame per la produzione di latte. L’area maggiormente penalizzata dalla mancanza di acqua è il Nord-Ovest dove più evidente è stata anche l’anomalia termica stagionale con temperature superiori di 1,2 gradi la media.

In queste condizioni – continua la Coldiretti – il maltempo è atteso come manna sui boschi e sui campi coltivati dagli agricoltori ma per essere di sollievo la pioggia deve durare a lungo, cadere in maniera costante e non troppo intensa, mentre i forti temporali, soprattutto con precipitazioni violente provocano danni. Di fronte ai cambiamenti climatici è necessario passare dalla gestione dell’emergenza con enorme spreco di risorse, per abbracciare una nuova cultura delle prevenzione a livello nazionale.”