Il fondatore di WikiLeaks, Julian Assange, è stato arrestato dalla Polizia Metropolitana di Londra nell’ambasciata ecuadoriana, e trasferito in commissariato in attesa di essere portato davanti a un giudice: lo ha reso noto la stessa Scotland Yard. Assange, durante il suo arresto, è stato sollevato e portato via di peso da sette agenti in borghese della polizia di Londra. E’ quanto si vede in un video trasmesso da Sky News. Al momento del suo arresto Assange aveva in mano un libro di Gore Vidal.
Julian Assange “non è un eroe“. Lo dichiara il ministro degli Esteri britannico, Jeremy Hunt. “Ciò che vediamo oggi è che nessuno è al di sopra della legge“, ha aggiunto Hunt, secondo cui Assange “è sfuggito alla verità per anni ed è giusto che il suo futuro venga deciso dal sistema giudiziario britannico“.
Scotland Yard conferma l’arrivo di una richiesta di estradizione dagli Usa nei confronti di Julian Assange, come gia’ reso nota da una dei suo avvocati. Ma sostiene che sia arrivata, almeno tecnicamente, dopo l’arresto. “Una richiesta di estradizione e’ giunta dagli Stati Uniti, dopo il suo arrivo nella stazione di polizia di Londra centro, alle 10.53” ora locale, si legge in una breve nota diffusa dagli investigatori britannici. “E’ stata emessa secondo la sezione 73 dell’Extradition Act“, recita la nota, ribadendo che Assange apparira’ in giornata di fronte a un giudice della Westminster Magistrates’ Court per la convalida del fermo.
Julian Assange rischia davvero la pena di morte?
La Gran Bretagna ha garantito all’Ecuador che Julian Assange, arrestato oggi a Londra, non verrà estradato in un Paese in cui sia in vigore la pena di morte: lo ha dichiarato il presidente ecuadoriano Lenin Moreno, spiegando i motivi per cui Quito ha deciso di revocare l’asilo al fondatore di WikiLeaks. “Nel rispetto del nostro forte impegno per i diritti umani e il diritto internazionale, ho richiesto alla Gran Bretagna che Assange non verrà estradato in un Paese in cui possa venire torturato o condannato a morte, e il governo britannico ne ha dato conferma per iscritto“, ha spiegato Moreno in un videomessaggio. Moreno ha anche denunciato che “il comportamento scortese ed aggressivo di Assange, le dichiarazioni ostili e minacciose delle organizzazioni che lo sostengono nei confronti dell’Ecuador, e specialmente la violazione dei trattati internazionali hanno portato a un punto in cui l’asilo era divenuto insostenibile e impraticabile“. Assange è stato arrestato dopo che l’ambasciatore ecuadoriano ha autorizzato gli agenti di Scotland Yard ad entrare nella sede diplomatica, su mandato della magistratura britannica; in teoria deve rispondere del reato di violazione della libertà vigilata, ma secondo alcune voci non confermate ufficialmente vi sarebbe anche una richiesta di estradizione statunitense. Assange si era infatti rifugiato nell’Ambasciata ecuadoriana nel giugno del 2012 mentre era ricercato dalla giustizia svedese per i reati di stupro e violenza sessuale; nel frattempo questi sono caduti in prescrizione, sebbene subito dopo l’arresto una delle vittime abbia annunciato di voler chiedere una riapertura dell’inchiesta. Il fondatore di WikiLeaks si è sempre dichiarato innocente, ma teme che Londra possa ora estradarlo negli Stati Uniti a causa della diffusione dei documenti riservati del Dipartimento di Stato, estradizione che Washington non ha comunque finora mai richiesto ufficialmente.
Assange, 7 anni vissuti nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra
Il fondatore di Wikileaks, Julian Assange, e’ rimasto ospite dell’ambasciata dell’Ecuador a Londra dal 2012, inseguito da un mandato d’arresto, fino ad oggi quando gli e’ stato revocato l’asilo ed e’ stato espulso dall’ambasciata. La Gran Bretagna lo ha arrestato e gli Stati Uniti sono pronti a processarlo e a valutare quale sia stato il ruolo del portale specializzato nella pubblicazione di documenti governativi riservati nel Russiagate. Ecco una cronologia della vicenda: – agosto 2010: una donna accusa Assange di aver approfittato del sonno per stuprarla, senza preservativo. I due erano a Stoccolma per una conferenza di Wikileaks. Lei afferma di avergli sempre rifiutato un rapporto sessuale non protetto. – dicembre 2010: l’australiano e’ arrestato in Gran Bretagna, e poi rilasciato su cauzione. – febbraio 2011: Londra approva la richiesta di estradizione inoltrata dalla Svezia e invita il blogger a presentarsi davanti a un tribunale per il 29 giugno 2012. – 19 giugno 2012: Julian Assange non si presentera’. Chiede, invece, asilo all’Ecuador, che lo accoglie nella sua ambasciata a Londra. – 19 maggio 2017: la Svezia archivia le accuse. Riaprira’ il caso se Assange rientrera’ nel Paese entro agosto 2020, altrimenti scattera’ la prescrizione. Resta, per Londra, l’accusa di aver violato gli obblighi legati alla cauzione. – 11 gennaio 2018: l’Ecuador afferma di aver concesso la cittadinanza ad Assange, chiedendo inoltre a Londra di riconoscerlo come diplomatico in modo da evitargli l’arresto e la probabile estradizione negli Stati Uniti dove deve rispondere della pubblicazione di documenti segreti militari e diplomatici nel 2010. Londra respinge la richiesta. Il presidente dell’Ecuador, Lenin Moreno, chiede “una soluzione positiva a breve termine”. – 13 novembre 2017: Donald Trump Jr. pubblica lo scambio di messaggi con WikiLeaks durante le presidenziali negli Stati Uniti. Secondo l’intelligence americana, l’organizzazione guidata da Julian Assange ha collaborato con il Cremlino per condizionare le elezioni Usa. Due mesi prima era filtrata la notizia che il deputato repubblicano Dana Rohrabacher avrebbe proposto a Donald Trump di offrire l’immunita’ ad Assange in cambio della sua disponibilita’ a escludere che sia stata la Russia a fornire a Wikileaks le mail hackerate ai democratici durante la campagna per le presidenziali. Assange, finora, non e’ mai stato incriminato negli Stati Uniti. – 6 febbraio 2018: il giudice britannico conferma il mandato di cattura. – 11 aprile 2019: l’Ecuador ha revocato l’asilo concesso ad Assange e questa mattina l’ambasciata ecuadoregna a Londra lo ha espulso. Ad attenderlo c’erano le autorita’ britanniche che lo hanno arrestato.



















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