Ieri, per l’approvazione della legge contro il Revenge Porn, la Lega ha dovuto fare un passo indietro sull’emendamento riguardante la castrazione chimica, ma fin da subito si è parlato di un futuro ddl appositamente dedicato a questo tipo di pena, applicabile per reati di violenza sessuale. Il provvedimento che includerà la Castrazione chimica sarà “un ddl della Lega, che noi metteremo sul tavolo per confrontarci con il M5S“, ha dichiarato oggi il ministro Giulia Bongiorno. Il disegno “sarà più organico e, secondo me, dovrebbe prendere in considerazione anche altri tipi di reato, oltre alla violenza sulle donne, perché secondo me ora dobbiamo concentrarci sulla pedofilia. Sulla castrazione chimica si tornerà non appena verrà elaborato un disegno di legge all’avanguardia che spieghi cosa è, e le conseguenze di chi compie atti violenti contro le donne. Per ora il Codice rosso ha la massima priorità” ha spiegato il ministro Bongiorno nel corso di un incontro con i giornalisti a Montecitorio.
Ed è di poche ore fa la notizia che l’Aula della Camera ha bocciato un ordine del giorno di Fratelli d’Italia proprio sulla castrazione chimica, con il governo che si era rimesso all’Assemblea. La Lega ha votato con Fd’I, il Movimento cinque stelle si è schierato invece con gli altri gruppi di opposizione. “Se come dice il presidente Mariastella Gelmini l’asse sovranista sulla castrazione chimica ha deragliato in partenza, constatiamo con amarezza come il Patto del Nazareno purtroppo goda ancora di ottima salute“, ha dichiarato Tommaso Foti, vice capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, commentando il voto contrario di Forza Italia e Partito Democratico all’odg di FDI sulla castrazione chimica e le successive parole del capogruppo di FI Mariastella Gelmini che ha parlato di “convoglio sovranista deragliato“.
FOCUS: COS’E’ E IN COSA CONSISTE LA CASTRAZIONE CHIMICA
La castrazione chimica non è altro che una terapia farmacologica in grado di bloccare gli ormoni sessuali maschili, che stimolano i testicoli a produrre testosterone. In genere è somministrata con un’iniezione, ma è possibile utilizzare anche anche fiale e pillole. I principi attivi più usati sono il ciproterone acetato e il medrossiprogesteroneacetato, grazie ai quali viene azzerato il desiderio sessuale. L’effetto della castrazione chimica può essere duraturo solo se la terapia viene effettuata per un lungo periodo di tempo.
Il testosterone è il principale ormone sessuale maschile dal quale dipende in gran parte la libido. Ci sono però rari casi in cui a livelli bassi di testosterone non corrisponde un calo del desiderio sessuale, dunque per alcuni psichiatri la castrazione chimica non garantisce l’astensione da atti di violenza sessuale, ed è per questo che il dibattito in merito è ancora acceso. Uno dei problemi maggiormente evidenziati contro la tesi di utilizzare questa pratica sui cosiddetti sex offender, ovvero coloro i quali si rendono colpevoli di atti sessuali violenti, è che non sempre è sufficiente ridurre i livelli di testosterone in maniera tale da non rendere criminali i loro comportamenti. La violenza sessuale, infatti, solo raramente è causata dalla soddisfazione di un desiderio al quale non si riesce a resistere: il più delle volte è provocato dalla volontà di esercizio del potere, dal controllo e dall’umiliazione della vittima.
Il sistema della castrazione chimica è attualmente utilizzato a livello medico nei pazienti con cancro alla prostata con metastasi. Questo tipo di tumore, infatti, è sensibile al testosterone nel sangue e bloccandolo si tenta di inibire la crescita delle cellule tumorali. La castrazione chimica è reversibile in quanto i livelli di testosterone tornano in genere alla normalità dopo alcuni mesi dalla sospensione del farmaco. Nel caso in cui la pratica diventasse una pena per reati di violenza sessuale, sarebbe necessario prolungare la terapia per renderne gli effetti permanenti.


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