Il ciclone Idai è stato la tempesta più mortale a colpire il Mozambico negli ultimi 30 anni: finora 598 morti

Finora Idai è responsabile della morte di 598 persone in Mozambico: il bilancio reale, tuttavia, potrebbe non essere mai noto a causa della violenza del ciclone che potrebbe aver travolto e spazzato via o anche letteralmente sepolto le persone

MeteoWeb

Il ciclone tropicale Idai ha colpito il Mozambico l’11 marzo ed è la tempesta più mortale ad aver raggiunto il Paese negli ultimi 30 anni, riporta l’autorevole sito meteorologico statunitense AccuWeather, secondo una ricerca del suo meteorologo Jason Nicholls.

Finora Idai è responsabile della morte di 598 persone in Mozambico, con le autorità che sostengono che il bilancio è solo un numero preliminare e che la vera stima potrebbe non essere mai nota. È possibile, infatti, che alcune persone siano state completamente travolte e spazzate via o velocemente sepolte dalla furia della tempesta, che ha interamente allagato gran parte del territorio. Idai ha anche spezzato 259 vite in Zimbabwe e almeno 56 in Malawi. In Mozambico, il 36° Paese più grande del mondo, sulla costa sudorientale dell’Africa, il ciclone ha lasciato oltre 128.000 sfollati.

La precedente tempesta più mortale a colpire il Paese era stato il ciclone Nadia nel 1994, che ha ucciso 240 persone, lasciandone sfollate altre 170.000. Il ciclone Leon-Eline nel 2000 ha spezzato la vita di 150 persone e provocato 220.000 sfollati, mentre a causa di Chedza nel 2015 sono morte 120 persone e altre 260.000 sono rimaste sfollate, secondo i dati di AccuWeather. Le inondazioni e le conseguenti frane del 2017 in Africa, che hanno ucciso oltre 1.200 persone, sono una delle altre tragedie con il più alto bilancio di vittime nella storia del Paese.

Se non bastasse la situazione già disperata tra la scia di morte e la distruzione del territorio lasciate dal ciclone, dopo il passaggio di Idai si stanno diffondendo i casi di colera. Oltre 900.000 vaccini orali contro la malattia sono arrivati in Mozambico per il lancio di una campagna di vaccinazioni, 3 settimane dopo il devastante “landfall” di Idai nel Paese con la potenza equivalente di un uragano di categoria 3. Sono già state riportate due vittime di colera con oltre 1.400 casi confermati. “Le prossime settimane sono cruciali e la velocità è essenziale se vogliamo salvare vite umane e limitare la sofferenza”, ha dichiarato la Dott.ssa Matshidiso Moeti, direttrice generale per l’Africa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.