Egitto, scoperta un’eccezionale tomba di 4.000 anni fa che sembra appena stata dipinta [FOTO]

Si ritiene che la tomba, scoperta nell’enorme necropoli di Saqqara, a sud del Cairo, appartenga a Khuwy, un nobile della Quinta Dinastia

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I deserti dell’Egitto continuano a svelare i segreti di un’affascinante civiltà antica, meglio nota per le sue enormi piramidi. Il Ministro delle Antichità, Khaled al-Enani, ha infatti svelato una tomba con iscrizioni e rilievi colorati perfettamente conservati. La scoperta archeologica risale ad oltre 4.000 anni fa, ma i colori vivaci appaio così freschi da sembrare che sia appena stata dipinta. Si ritiene che la tomba, che potete vedere nelle immagini contenute nella gallery scorrevole a corredo dell’articolo, appartenga  a Khuwy, un nobile della Quinta Dinastia, un periodo che da dal XXV al XIV secolo a.C..

La tomba di Khuwy è stata scoperta nell’enorme necropoli di Saqqara, a sud del Cairo. La struttura è stata realizzata in una chiara forma ad L e include un piccolo corridoio che porta ad un anticamera, secondo Mohamed Mujahid, capo del team di scavo. Un’altra caratteristica unica che è stata trovata è un tunnel di ingresso, solitamente trovato solo nelle piramidi. Andando avanti, si arriva in una camera più grande, le cui pareti sono coperte dai rilievi multi-color che mostrano Khuwy seduto ad un tavolo delle offerte.

Le sfumature ben conservate sono colori associati alla regalità che, insieme alle caratteristiche strutturali uniche, hanno portato gli archeologi a pensare che forse Khuwy fosse in qualche modo in relazione con Djedkare Isesi, il faraone di quel periodo, la cui piramide i trova lì vicino. Una possibile connessione teorizzata dagli esperti è che i due potessero essere stati parenti, mentre secondo un’altra spiegazione, la tomba potrebbe essere stata progettata in linea con le riforme del faraone dell’amministrazione statale e dei culti funerari.

Insieme alle rappresentazioni della tomba, gli archeologi hanno trovato anche la mummia di Khuwy e vasi canopi, contenitori utilizzati per contenere gli organi corporei, rotti in diversi pezzi. Con questa ultima scoperta, gli archeologi sperano di ottenere nuove informazioni sul regno di Djedkare Isesi, durato 40 anni.

Nel dicembre 2018, le autorità avevano svelato anche una tomba privata che conteneva quello che il Ministero delle Antichità ha definito dipinti “incredibilmente ben conservati” a Saqqara. La tomba apparteneva ad un sacerdote reale, conosciuto come Wahtye, secondo una dichiarazione del ministero. Le iscrizioni suggeriscono che il prete abbia servito durante il regno del re Neferirkara Kakai. Si tratta delle ultime di una serie di scoperte che il Paese spera possano servire ad aumentare l’interesse nel turismo di una destinazione che non smette mai di sorprendere per le creazioni della sua civiltà e per la loro eccezionale conservazione.