Fisica: all’INFN quasi 70 milioni per il potenziamento delle infrastrutture di ricerca

"Il potenziamento delle infrastrutture di ricerca – sottolinea il presidente dell’INFN – rappresenta una chiave di volta per il progresso della conoscenza"

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Sono otto le infrastrutture di ricerca dell’INFN o alle quali l’INFN partecipa (di quattro, infatti, è il proponente di progetto, e di altre quattro è partner) ammesse al finanziamento con fondi PON Ricerca e Innovazione 2014-2020, nell’ambito del Programma Nazionale per le Infrastrutture di Ricerca (PNIR) del Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca (MIUR), per un valore complessivo di quasi 70 milioni di euro.

Dai Laboratori Nazionali del Gran Sasso per la ricerca di eventi rari (FARO2030 – IR LNGS) ad apparati sottomarini per la ricerca sui neutrini e per studi interdisciplinari di biologia e geofisica (PACK – IR KM3net), da strutture per la gestione del calcolo scientifico e dei big data (IBISCO – IR IPCEI) a facility per la produzione di fasci di ioni ad alta intensità (LNSPOT – IR LNS): sono questi i progetti proposti dall’INFN e risultati vincitori dei finanziamenti. Mentre le infrastrutture di cui l’INFN è partner svolgeranno attività principalmente nell’ambito della ricerca ambientale: dagli studi sull’inquinamento atmosferico (PER-ACTRIS-IT, proponente CNR, IR ACTRIS), allo studio degli ecosistemi marini (IPANEMA, proponente OGS, IR ECCSEL), dalla gestione distribuita dei dati sulla biodiversità (LIFEWATCH PLUS, proponente CNR, IR LIFEWATCH) al calcolo per la bioinformatica (CNRbiOmics, proponente CNR, IR ELIXIR).

Il potenziamento delle infrastrutture di ricerca – sottolinea Fernando Ferroni, presidente dell’INFN – rappresenta una chiave di volta per il progresso della conoscenza, per lo sviluppo tecnologico e anche per l’economia di un territorio, e più in generale di un Paese”. “Realizzare e rafforzare un’infrastruttura di ricerca perché sia di eccellenza significa, infatti, mettere a disposizione della comunità scientifica nuovi strumenti d’avanguardia, trasferire le competenze necessarie per la sua costruzione, e beneficiare dei vantaggi che derivano dal processo virtuoso di trasferimento di conoscenza e competenze dal mondo della ricerca alla società”.

Il PNIR, che è parte integrante del Programma Nazionale per la Ricerca (PNR), prevede investimenti nelle infrastrutture di ricerca perché sono riconosciute strumento per sostenere ulteriormente la ricerca di base. Il PNIR incide, quindi, sul ‘sistema ricerca’ perché supporta lo sviluppo di infrastrutture competitive, non solo per le sfide scientifico-tecnologiche ma anche per quelle economiche e sociali, migliorando la qualità complessiva della ricerca nazionale e incrementandone la competitività sullo scenario internazionale.