Il pesce azzurro e le sue mille proprietà: consumarlo apporta numerosi benefici per la salute del cuore

Il pesce azzurro è uno di quegli alimenti che i nutrizionisti consigliano di non far mai mancare sulle nostre tavole, grazie alle sue mille proprietà

Il pesce azzurro è uno di quegli alimenti che i nutrizionisti consigliano di non far mai mancare sulle nostre tavole. “Si tratta di uno dei migliori tipi di pesce, da un punto di vista nutrizionale – spiega il biologo Vincenzo Liguori attraverso la propria pagina Facebook -, grazie al suo contenuto di acidi grassi omega-3, importanti per mantenere in salute cuore e arterie. I più importanti tipi di pesce azzurro sono: alici o acciughe, sarde, sgombri, aringhe e anguille“.

Come spiega il nutrizionista le qualità del pesce azzurro sono molteplici: “Innanzitutto contiene proteine e aminoacidi. Inoltre è povero di grassi saturi, mentre è ricco di preziosissimi acidi grassi polinsaturi. Contiene i fondamentali omega-3, importanti per lo sviluppo del sistema nervoso e per la prevenzione delle malattie cardiovascolari. Sono dunque dei veri e propri toccasana per cuore e arterie“.

Non tutti i tipi di cottura, però, sono adatti a preservare intatte tutte le caratteristiche di questo prezioso alimento. “E’ preferibile optare per una cottura al vapore, al cartoccio o al forno – spiega Liguori –. C’è poi una buona notizia per chi è pigro in cucina: lo sgombro in scatola e il pesce azzurro surgelato mantengono tutte le loro preziose caratteristiche quasi inalterate”.

Il pesce azzurro è una preziosa fonte di vitamine e minerali – precisa l’esperto –. In particolare le vitamine del gruppo B e le liposolubili A e D. Tra tutti i tipi di pesce azzurro, le aringhe sono sicuramente le migliori per il loro contenuto di vitamina D, elemento essenziale, ma di cui spesso siamo molto carenti, soprattutto noi italiani. Un ultimo, importante, consiglio: i pesci devono essere mangiati interi. Le alici, per esempio, sono un’ottima fonte di calcio, e una porzione è in grado di coprire il 22% del fabbisogno giornaliero” conclude il dottor Liguori.