Il lavoro degli scienziati italiani nel mondo: sano orgoglio nazionale nella Giornata della Scienza

Giornata internazionale della Scienza: l'occasione per ricordare il lavoro degli scienziati italiani nel mondo, sempre presenti nelle più grandi scoperte degli ultimi anni

MeteoWeb

E bene ricordare ogni tanto che l’Italia non è solo storia, bellezze naturali, arte, musica e cibo ma anche ricerca scientifica. La Giornata Internazionale della Scienza che si celebra oggi in occasione dell’anniversario della morte di Leonardo da Vinci è un’ottima occasione per ricordare il lavoro degli scienziati italiani nel mondo.

Gli scienziati italiani sono presenti in tutti gli istituti di ricerca del mondo e hanno collaborato alle più grandi scoperte degli ultimi anni, come il Bosone di Higgs al CERN e la scoperta delle onde gravitazionali.
Sono italiani i ricercatori che al Polo Nord e sulle basi antartiche studiano i cambiamenti climatici e ogni missione spaziale ha un po’ d’Italia a bordo. Siamo ottavi al mondo per numero di pubblicazioni scientifiche e settimi per loro impatto.

Basti pensare all’impegno degli oltre 2 mila italiani che collaborano al CERN di Ginevra guidato dal 2016 dall’italiana Fabiola Giannotti, prima donna a ricoprire questo ruolo, o al vincitore della medaglia Fields 2018 (il nobel dei matematici) il giovanissimo Alessio Figalli, e ai ricercatori che hanno vinto l’Italian Bilateral Scientific Cooperation Award, il premio che il ministero degli Affari Esteri assegna ogni anno, andato all’architetto Carlo Ratti che insegna presso il Massachusetts Institute of Technology di Boston (MIT) e all’astrofisica Eleonora Troja della NASA.

E per realizzare una rete che metta in contatto i ricercatori italiani nel mondo con le università e le imprese, il ministero degli Affari Esteri ha creato un portale informativo Innovitalia 3.0.
La Farnesina ritiene infatti che i ricercatori italiani all’estero siano ottimi ambasciatori della qualità del nostro sistema dell’alta formazione, della nostra cultura e del nostro Paese.

Nel triennio 2016-2018, ad esempio, mettendo a sistema fondi MAECI, MIUR e di altri dicasteri, sono stati cofinanziati circa 285 progetti bilaterali di grande rilevanza con 16 diversi Paesi (con finanziamenti complessivi pari a circa 8.4 milioni di euro). In questo periodo sono state anche finanziate circa 390 mobilità dei ricercatori verso 10 Paesi. MAECI e MIUR destinano inoltre contributi per la partecipazione dell’Italia alle grandi infrastrutture di ricerca internazionali e per lo sviluppo dei progetti multilaterali. La partecipazione alle grandi iniziative internazionali assicura al nostro Paese importanti ricadute industriali e scientifiche e offre ai nostri ricercatori l’opportunità di farsi apprezzare nel mondo per la loro preparazione e creatività.