45 corpi sono stati scoperti in luoghi di sepoltura clandestini in Messico, secondo quanto riferito dalle autorità. 30 cadaveri sono stati scoperti in un punto nello stato settentrionale di Sonora e 15 nel cortile di una casa multifamiliare nella periferia di Guadalajara nello stato di Jalisco. L’ufficio del pubblico ministero di Sonora ha dichiarato che sono stati inviati esperti della scientifica ad accompagnare un gruppo di ricerca costituito da volontari che ha aiutato a scoprire quelli che si ritengono essere 27 gruppi di resti umani in un campo vicino alla città di Cajeme.
Negli ultimi giorni, il gruppo, chiamato Guerriere Cercatrici, ha dichiarato di aver trovato altri 3 gruppi di resti. Questo gruppo è composto prevalentemente da donne che organizzano le loro squadre di scavo per la ricerca di parenti scomparsi, davanti all’inattività delle autorità o alla loro incapacità di gestire la domanda creata da un vertiginoso tasso di omicidi. I siti di sepoltura clandestini sono spesso utilizzati dai cartelli della droga, insiemi di organizzazioni che costituiscono un unico sistema criminale nel campo del traffico della droga.
I desaparecidos
Quasi 40.000 persone in Messico sono praticamente sparite. Noti come desaparecidos (scomparsi, appunto) alcuni vengono rapiti, altri catturati nel fuoco incrociato della violenza legata ai cartelli che permea la società messicana. Molti sono ritenuti morti ma senza corpi, le famiglie vengono lasciate senza alcuna risposta. I gruppi come quello delle Guerriere Cercatrici agiscono spesso in base alle soffiate su dove si trovino i luoghi di sepoltura e poi camminano per i campi, affondando sbarre di metallo nella terra per rilevare l’odore dei corpi in decomposizione. È un lavoro raccapricciante ma per le donne impegnate in questa ricerca è una motivazione, uno stimolo che potrebbe aiutarle ad affrontare le loro perdite.
Gli omicidi in Messico
Il recente aumento della violenza nel Messico occidentale è stato ampiamente attribuito alla frattura di cartelli prima stabili. Secondo le statistiche del governo, nel 2017 in Messico sono state uccise 28.689 persone, il numero più alto mai registrato, e il 2018 è stato probabilmente ancora più letale. Il Messico occidentale è stato prevalentemente controllato dal potente cartello di Sinaloa, guidato dal famoso boss El Chapo, finché il suo braccio armato si è staccato nel 2011, formando una gang rivale, la Jalisco New Generation. Questa separazione e le lotte di potere che ne sono derivate sono ritenute le responsabili dell’aumento delle morti.
Tra il 2006 e il 2016, sono state scoperte quasi 2.000 tombe nascoste, solitamente contenenti molteplici cadaveri, secondo i dati rilasciati da un progetto noto come “Dove vanno gli scomparsi”. Ma le autorità in Messico non li cercano costantemente. Quando vengono ritrovati, in case, campi o foreste, è spesso grazie ai vicini che sentono l’odore dei corpi in decomposizione o ai gruppi di ricerca locali come le Guerriere Cercatrici.


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