Oggi, 12 aprile 2019, si celebra la Giornata internazionale del volo umano nello spazio, in ricordo dell’impresa di Jurij Gagarin, che il 12 aprile 1961 diventava il primo uomo a raggiungere l’orbita e ad osservare la Terra da un punto di vista ancora sconosciuto. “Vedo la Terra circondata da foschia. Mi sento bene. Com’è bello“: queste le parole di Gagarin, a bordo della capsula Vostok.
Cinquantotto anni fa iniziava quindi un’avventura che ha raggiunto, nel corso dei decenni, numerosi traguardi, tra cui la prima passeggiata spaziale il 18 marzo 1965 del sovietico Aleksej Leonov, e il “piccolo passo per l’uomo, grande passo per l’umanità” di Neil Armstrong sulla Luna, il 20 luglio 1969.
Nel 1971 venne lanciata la prima stazione spaziale, la sovietica Saljut, e ne sono seguite ben dieci, tra cui una ancora in attività: la Stazione Spaziale Internazionale, nata dalla collaborazione tra NASA, Russia, Europa, Canada e Giappone.
E il futuro? Cosa ci riserva? Basta pensare all’arrivo delle aziende private che collaborano con la NASA: dopo i voli commerciali che apriranno le porte al turismo spaziale, l’ambizione potrebbe portarci nuovamente sulla Luna e chissà, magari anche su Marte.


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