Oggi, nel giorno del Venerdì Santo per la Chiesa cattolica, iniziano i festeggiamenti della Pasqua ebraica, che celebra la liberazione da parte di Dio degli ebrei dalla schiavitù in Egitto sotto la guida di Mosè. La Pasqua ebraica inizia il 15° giorno di Nissan, il primo mese del calendario ebraico. Solitamente avviene nel mese di aprile e può essere la singola festività più ampiamente celebrata dagli ebrei. Le festività che iniziano oggi, 19 aprile, si protrarranno per 7 giorni in Israele e 8 in altri Paesi. La Pasqua ebraica è più comunemente associata a due tradizioni: il seder e il consumo di pane azzimo invece di alimenti lievitati.
L’Esodo
La storia della Pasqua ebraica è raccontata nel libro dell’Esodo. Gli ebrei erano stati costretti ad andare in Egitto a causa della carestia quando Giuseppe era il fidato consigliere del faraone. Dopo la morte di Giuseppe, gli ebrei furono ridotti in schiavitù dagli Egizi e costretti al duro lavoro sotto condizioni crudeli per centinaia di anni. Alla fine, il profeta Mosè si recò dal nuovo faraone e gli chiese di lasciar andare gli ebrei. Al suo rifiuto, Dio inviò 10 piaghe che devastarono l’Egitto. Nelle prime 9, l’acqua del Nilo si trasformò in sangue, ci fu un’invasione di rane, le zanzare infestarono tutto, gli animali selvaggi minacciarono la terra, il bestiame morì, ci fu epidemia di ulcere, la grandine distrusse le coltivazioni, le cavallette divorarono qualsiasi cosa fosse rimasta e la terra fu ricoperta dall’oscurità. Dopo ogni piaga, Mosè chiedeva al faraone di liberare gli ebrei ed ogni volta egli si rifiutava.
La Pasqua ebraica
L’ultima piaga fu allora quella della morte dei primogeniti maschi. Mosè ordinò agli ebrei di sacrificare un agnello per ogni famiglia e di spargere il suo sangue sulle porte delle loro case. L’agnello era considerato sacro dagli Egizi, quindi il gesto degli ebrei fu una pubblica prova di fede. Dio tralasciò le case ebree segnate dal sangue e uccise il primogenito maschio di ogni famiglia egizia. Ci fu una grande protesta e allora il faraone disse finalmente a Mosè di portare via gli ebrei e lasciare immediatamente l’Egitto. Gli ebrei allora partirono in fretta e furia tanto da non avere il tempo di preparare del pane per il viaggio. Non ci fu il tempo per farlo lievitare, da qui il pane azzimo. La festività è chiamata “Pasqua ebraica” o “Passover” proprio perché Dio passò sopra le case degli ebrei, proteggendole mentre colpiva con la morte i primogeniti egiziani.
Il seder
La tradizione centrale della Pasqua ebraica è il seder. Questa parola letteralmente significa “ordine” e si riferisce all’ordine dei servizi nel banchetto durante la prima notte della festività. Durante il pasto, viene raccontata la storia dell’Esodo, continuando la tradizione orale che risale ai tempi biblici. I bambini sono incoraggiati a fare domande sul racconto. Queste pratiche evocano sia l’amarezza della schiavitù egizia (come mangiare erbe amare) e la libertà concessa da Dio.
Il seder include anche il consumo di pane azzimo, che include entrambi i temi. Il pane azzimo è realizzato con farina e acqua, preparato e cotto molto velocemente, tanto da non avere la possibilità di lievitare. Il pane azzimo, noto come matzah, da un lato è considerato il “pane dell’afflizione” e il “pane del povero”, essendo un alimento estremamente umile che richiama i giorni della schiavitù. Dall’altro lato, simboleggia anche la libertà, poiché è stato consumato dagli ebrei mentre fuggivano in tutta fretta dall’Egitto dopo la loro liberazione.


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