Pasqua: tra sacro e profano, così si celebra in Veneto

Tra sacro e profano, in Veneto la Pasqua assume un significato molto forte ricco di simboli e celebrazioni

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Tra sacro e profano in Veneto, specialmente a Venezia, la Pasqua assume un significato molto forte ricco di simboli e celebrazioni. E’ particolarmente emozionante assistere alle funzioni religiose nella basilica di S. Marco che vengono celebrate dal Patriarca Francesco Moraglia.
Già la Domenica delle Palme (14 aprile) il Patriarca presiede al mattino la solenne processione con la benedizione delle Palme: da Campo S. Maria Formosa è tipica la processione che poi entra a S. Marco. Oltre alle caratteristiche celebrazioni Pasquali la sera di sabato 20 aprile si terrà la solenne Veglia pasquale con la celebrazione del battesimo.
La Domenica di Pasqua da non perdere l’emozionante Pontificale di Pasqua dalle 10.30 con il Patriarca sempre a San Marco. Mentre nel pomeriggio dalle 17.30 ci sarà la celebrazione dei vespri solenni con adorazione e benedizione eucaristica, processione e canto delle litanie all’altare della Nicopeia.
Per chi desidera completare la giornata con una ulteriore immersione in bellezza, spirito e cultura vi è la possibilità di vistare, nella Pinacoteca Manfrediniana, a fianco della basilica della Salute, due capolavori appena restaurati della pittura veneziana del ‘500 che ricordano il sacrificio di Gesù Cristo: si tratta di un “Cristo alla colonna” di Palma il Vecchio e di un “Cristo e Pilato” (“Ecce homo”) di Paris Bordone. L’esposizione, oltre che a Pasqua e Pasquetta è visitabile dal fino al 29 giugno 2019. Il “Cristo alla colonna” di Palma proviene da una collezione inglese ed è stato esposto solo una volta in pubblico alla John Hopkins University nel 1942. Il “Cristo e Pilato” di Paris Bordone proviene da una collezione italiana e, pur essendo stato pubblicato nell’ultima monografia del pittore, non è mai stato esposto al pubblico in precedenza.
Ma non di solo spirito si vive. La Pasqua è anche festa. Spazio al profano? Una piccola ‘ombra’ in uno dei caffè storici della Piazza, ovvero un bicchiere di vino da accompagnare con i classici spuncetti, è un piccolo peccato di gola che vale la pena concedersi. La tipica ‘fugazza‘, focaccia volendo tradurre dal dialetto, è il classico dolce veneziano che poi lo si ritrova in generale anche sulle molte tavole venete con piccole varianti. E’ parente molto stretto della colomba.
Ma se si parla di cibo tra Venezia e il Veneto il massimo della ‘performance’ la si ottiene a Pasquetta. Classica la gita fuori porta. Ogni area geografica ha le sue preferenze o meglio i luoghi canonici dove è d’obbligo organizzare il grande raduno tra amici e familiari. A Venezia il Lido è una meta classica: il mare in questo periodo ha il suo fascino.
Nel trevigiano le osterie delle colline del Prosecco sono un ottima meta ma se si sceglie di stare all’aperto le ‘grave del Piave’ (il greto del fiume dove ancora l’acqua non scorre, prima del disgelo), ospitano un brulicare di griglie e, ovviamente, fiumi di vino. Nel padovano i colli euganei sono meta per eccellenza della Pasqua e della Pasquetta. Trattorie e osterie non mancano: basta scegliere. Mentre tra i lughi più gettonati, da quando ha riaperto al pubblico, il Parco Frassanelle: li si celebra l’arte del pic-nic come una volta.
Nel vicentino invece l’attrattiva è anche l’Altopiano di Asiago, dove i prati sono verdi e il clima della montagna rende la giornata magica. Anche la Pedemontana è un classico: ottimi ristoranti ma nel thienese merita una vista il Castello di Thiene, raro e sfarzoso esempio di villa pre-palladiana, dove è anche possibile, in questi giorni di vacanza, dormire tra le antiche mura in una delle suite della quattrocentesca dimora dei Conti. Un esperienza ricca di fascino e non per tutti dato che l’appartamento è unico ed ospita al massimo 8 persone (in 4 suite).
A Verona la Valpolicella è la tana dell’Amarone. Ma anche Soave con il suo Castello e il suo vino omonimo non deluderanno gli appassionati della vita godereccia.
Per chi vuole scoprire Rovigo e dintorni il Po nasconde ancora molte meraviglie naturalistiche e tante sorprese culinarie. Ceregnano, a pochi chilometri dal capoluogo, è il paese autoelettosi, da alcuni anni, della felicità. Magari una capatina porta bene.
Infine il bellunese tra la Pasqua e la Pasquetta presenta una Cortina, ammantata di una atmosfera olimpica, che offre ancora la possibilità di sciare: il Faloria infatti, come da tradizione, chiude dopo Pasqua.