“Abbiamo deciso di coinvolgere nel nostro studio anche pazienti italiani”. Lo ha anticipato all’AGI Gregoire Courtine, titolare della Cattedra della International Paraplegic Foundation (IRP) presso il Politecnico Federale di Losanna (EPFL), che insieme a Jocelyne Bloch, neurochirurgo de Policlinico Universitario di Losanna, qualche mese fa hanno annunciato di esser riusciti a far camminare tre persone costrette su una sedia a rotelle a causa di una lesione al midollo spinale. I due scienziati saranno ospiti domani pomeriggio presso la Fondazione Santa Lucia di Roma in cui e’ previsto un incontro per discutere sullo stato di avanzamento delle ricerche di Courtine e Bloch finalizzate al recupero del cammino in persone con lesione del midollo spinale.
Tra gli invitati anche il papa’ di Manuel, il ragazzo di 19 anni che ha subito una lesione completa del midollo spinale a causa di un colpo di pistola. “Ho saputo cosa e’ successo a Manuel”, dice Courtine. “Ma non conosco bene il suo caso. Mi sembra che la sua lesione sia abbastanza complessa e recente e non so se potra’ essere inserita nella nostra sperimentazione”. Al momento lo studio degli scienziati di Losanna e’ stato ampliato. “Ora i pazienti sono 6”, dice Courtine. “Tutti – continua – hanno mostrato significativi miglioramenti, recuperando parzialmente le funzioni motorie perse”.
Il “miracolo” e’ stato possibile grazie a un dispositivo impiantato nella colonna vertebrale, grande come una scatola di fiammiferi, che produce stimoli elettrici paragonabili a quelli prodotti dai neuroni, e controllato a distanza su un tablet. “Grazie alla stimolazione elettrica del midollo spinale, insieme a un programma di riabilitazione, siamo stati in grado di riattivare le fibre nervose, bypassando le lesioni responsabili dell’interruzione della comunicazione tra cervello e nervi periferici”, dice Coutine. Questo perche’ la combinazione delle due attivita’ e’ in grado di favorire una riorganizzazione neuronale che facilita il recupero. Gli studiosi, inoltre, sono a lavoro per migliorare la loro tecnologia. “Con la nostra startup GTX-Medical – dice Courtine – stiamo costruendo la prossima generazione di neurotecnologie, che saranno piu’ piccole e pratiche per i pazienti”.
