I legali della donna di Prato, accusata di violenza sessuale per induzione dopo aver avuto rapporti sessuali con un minore da cui ha avuto anche un figlio, hanno discusso questa mattina al tribunale del riesame di Firenze la revoca della misura degli arresti domiciliari disposta dal gip di Prato, Alessandra Scarlatti. Il pericolo, secondo il gip, è quello di inquinamento delle prove e di reiterazione del reato. L’indagata era presente in aula assieme ai suoi legali, Mattia Alfano e Massimo Nistri; la 31enne pratese è arrivata in aula passando da un percorso diverso rispetto a quello del pubblico. Vietato l’accesso in udienza a persone estranee al procedimento. La difesa ha chiesto dunque la revoca degli arresti domiciliari e in subordine una misura meno afflittiva rispetto a quella emessa dal gip.
L’indagine aveva preso il via l’8 marzo scorso dopo la denuncia presentata dai genitori del ragazzo a cui la donna aveva dato in passato ripetizioni private. Secondo l’accusa, tra i due ci sarebbero stati rapporti sessuali quando ancora il minore non aveva compiuto 14 anni. L’indagata, però, nega questa circostanza sostenendo che i rapporti sessuali erano iniziati quando il ragazzo aveva già compiuto 14 anni. La versione dei fatti del minore sarà acquisita in incidente probatorio il prossimo 15 aprile.


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