Vinitaly, Coldiretti: il settore dà lavoro a 1,3 milioni di addetti

Ecco quanto emerge da una analisi della Coldiretti presentata in occasione del Vinitaly di Verona

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Il settore vitivinicolo in Italia dà opportunità di lavoro a 1,3 milioni di persone impegnate direttamente in campi, cantine e nella distribuzione commerciale, ma anche in attività connesse e di servizio, per un fatturato che è salito nel 2018 alla quota record di 11 miliardi, grazie alla crescita in valore di export (+3%) e consumi (+4%): è quanto emerge da una analisi della Coldiretti presentata in occasione del Vinitaly di Verona che si apre a Casa Coldiretti con la prima mostra di tutte le terre dei vini Doc d’Italia che garantiscono ai vigneti quelle proprietà uniche ed irripetibili all’origine dei primati del vino tricolore. L’esercito del vino – rileva Coldiretti – spazia dai viticoltori agli addetti nelle cantine e nella distribuzione commerciale, ma anche in attività connesse, di servizio e nell’indotto che si sono estese negli ambiti più diversi: dall’industria vetraria a quella dei tappi, dai trasporti alle assicurazioni, da quella degli accessori, come cavatappi e sciabole, dai vivai agli imballaggi, dalla ricerca e formazione alla divulgazione, dall’enoturismo alla cosmetica e al mercato del benessere, dall’editoria alla pubblicità, dai programmi software fino alle bioenergie ottenute dai residui di potatura e dai sottoprodotti della vinificazione (fecce, vinacce e raspi). Secondo uno studio della Coldiretti la raccolta di un grappolo alimenta opportunità di lavoro in ben 20 settori.
La produzione italiana di vino nel 2018 è stata pari a circa 48,5 milioni di ettolitri, in aumento rispetto alla scorsa annata che per la grave siccità è stata tra le più scarse dal dopoguerra, sottolinea Coldiretti: “Si tratta di un risultato praticamente in linea con la media dell’ultimo decennio e che garantisce all’Italia il primato mondiale davanti alla Francia, dove la produzione dovrebbe aggirarsi sui 46 milioni di ettolitri e alla Spagna con 41 milioni di ettolitri“. Dal punto di vista qualitativo sarà destinata per oltre il 70% dedicata a vini DOCG, DOC e IGT con 332 vini a denominazione di origine controllata (Doc), 73 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), e 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt) riconosciuti in Italia e il restante 30 per cento per i vini da tavola. ”Il vino italiano è il prodotto agroalimentare più esportato all’estero dove ormai sono stappate la maggioranza delle bottiglie Made in Italy” ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che ”il settore è cresciuto scommettendo sulla sua identità, con una decisa svolta verso la qualità che rappresentano un modello di riferimento per la crescita dell’intero agroalimentare nazionale”.