Aereo in fiamme a Mosca: dai passeggeri che hanno ostacolato l’evacuazione prendendo i bagagli al co-pilota tornato a bordo per salvare il capitano, nuovi dettagli sul terribile incidente [FOTO e VIDEO]

Tra lo sgomento lasciato dall'apprendere che alcuni passeggeri pensavano ai bagagli nella situazione in cui anche un solo secondo avrebbe potuto fare la differenza, spicca il gesto eroico del co-pilota, rientrato a bordo dell'aereo in fiamme

  • incidente aereo russia
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La sera di domenica 5 maggio, un Sukhoi Superjet-100 è stato costretto ad un atterraggio di emergenza all’Aeroporto Sheremetyevo di Mosca quando un grande incendio a bordo ha distrutto l’aereo e provocato la morte di 41 persone. Ora emergono nuovi dettagli sul tragico incidente di quella sera, come il grande gesto di eroismo e altruismo del co-pilota o l’assurdità di alcuni passeggeri che nel mezzo del disastro pensavano ai loro bagagli.

Nel video che trovate in fondo all’articolo e nelle foto contenute nella gallery scorrevole in alto si vede il co-pilota Maxim Kuznetsov, 36 anni, uscire dalla cabina di comando già ingoiata dal fumo per poi arrampicarsi disperatamente sullo scivolo di emergenza nel tentativo di salvare le persone intrappolate nell’aereo. Subito dopo essere uscito dalla cabina di comando grazie all’aiuto di una squadra di soccorso e attraverso una corda, Kuznetsov si precipita verso lo scivolo di emergenza ma continua a cadere giù fin quando riesce a raggiungere il jet in fiamme aiutato dai soccorritori.

Secondo quanto riportato, il co-pilota avrebbe tentato di salvare il capitano Denis Evdokimov, ma la notizia non è stata confermata. Lo stesso Evdokimov ha dichiarato che il co-pilota è stato il primo a lasciare la cabina di comando, ma non ha aggiunto altri particolari su come egli stesso sia uscito dal velivolo. Secondo il giornale russo Moskovsky Komsomolets, Kuznetsov ha salvato un passeggero e anche importanti documenti di volo.

L’aereo era in volo da 28 minuti prima di tornare a terra per un atterraggio d’emergenza con tutto il carico di carburante che ha preso fuoco quando il velivolo ha toccato la pista. La Commissione d’Inchiesta Russa ha confermato che sono morte 41 persone, inclusi 2 bambini, nell’incendio scoppiato a bordo del Sukhoi Superjet, operato da Aeroflot, che trasportava 78 persone e 6 membri dell’equipaggio. Questi ultimi, secondo quanto riportato, avrebbero accusato intossicazioni da monossido di carbonio durante la tragedia, mentre i due piloti sono stati ricoverati. Gli investigatori continuano ad indagare come un fulmine, descritto dagli esperti come un evento abbastanza comune, possa essere stato la causa di questo disastro.

Un sopravvissuto ha invece espresso il suo sgomento riguardo alcuni passeggeri che hanno ritardato l’evacuazione dell’aereo in fiamme portando con sé i loro bagagli. In un post su Facebook, Mikhail Savchenko ha scritto: “Non so cosa dire delle persone che sono corse fuori con i bagagli. Dio è il loro giudice. Ma voglio davvero chiedere di non perseguitarli, sono sicuro che è molto dura per loro ora. Non so come funziona la psiche in certe situazioni, questa è una domanda per gli esperti”. Tutto questo è accaduto dopo che un passeggero, avvistato con uno zaino sulle spalle, aveva chiesto un risarcimento per l’incidente, risarcimento che non è stato accordato. Savchenko ha anche ringraziato l’equipaggio per aver agito prontamente: “Se non fosse stato per loro, ci sarebbero state molte più vittime”.

Fonti investigative hanno dichiarato al giornale Kommersant che i piloti hanno compiuto una serie di errori, come volare dentro un temporale e atterrare con il serbatoio pieno invece di scaricare il carburante. Gli investigatori stanno esaminando le scatole nere dell’aereo, senza aver ancora trovato il motivo ufficiale dell’incidente.