Le città come laboratori di buone pratiche legate alla sostenibilità del cibo. Nella seconda giornata di lavori del Food Economy Summit, promosso dalla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli in occasione di Milano Food City, e’ stato dedicato uno spazio al racconto dei progetti messi in campo dalle citta’ e dai territori per avere un cibo sicuro, a chilometro zero, sostenibile e senza spreco. Milano, che ha ospitato Expo nel 2015, ha promosso l’Urban Food Policy Pact, un patto per lo scambio e la creazione di modelli virtuosi che adesso riunisce 184 citta’.
Inoltre la citta’ porta avanti una food policy che ha come priorita’ l’accesso al cibo sano e all’acqua potabile per tutti, la sostenibilita’ ambientale, l’educazione al cibo, la lotta allo spreco e la promozione della ricerca scientifica. In citta’ sono nati anche due hub di quartiere per una filiera corta dell’antispreco, con l’obiettivo di averne uno in ogni zona.
nfine l’obiettivo e’ quello di dimezzare del 50% lo spreco di cibo entro il 2030. Dall’Italia alla Slovenia dove, a Lubiana e’ stato messo in campo un piano di sviluppo rurale con l’obiettivo di supportare piu’ di 800 fattorie entro il limite della citta’, ma anche di fornire ai cittadini cibo sostenibile. Il piano “sviluppa filiere corte, preserva i terreni agricoli e fornisce sostegno finanziario agli agricoltori – come ha spiegato Maruska Markovcic, del Comune di Lubiana – , inoltre forma fornitori, dettaglianti, cuochi e professionisti del settore alimentare”. Lubiana produce cosi’ il suo cibo ed e’ in parte autosufficiente. Infine grazie ad Action Aid nella zona di Corsico, in provincia di Milano, per combattere la poverta’ alimentare e’ nato un progetto che prevede anche la ‘cassetta sospesa’. Al posto del caffe’ le persone possono donare una cassetta di frutta e verdura degli agricoltori locali per le famiglie che hanno piu’ bisogno.
