Caffè al ginseng: cosa beviamo realmente? Gli esperti spiegano perché è necessario limitarne il consumo

Il caffè al ginseng non è ciò che sembra: tutti i suoi effetti benefici potrebbe essere annullati dagli ingredienti aggiunti

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Il caffè al ginseng è un prodotto che troviamo ormai quasi in ogni bar e che possiamo preparare anche a casa grazie ai preparati presenti in commercio. Ma non tutti sanno che spesso non si tratta di una scelta sana.

Unire il caffè tradizionale alla radice di ginseng essiccata può dare numerosi benefici: è un energizzante, favorisce la concentrazione e la memoria, ha meno caffeina del solo caffè, ha effetti positivi sulla circolazione sanguigna, stimola il sistema immunitario, è un afrodisiaco. Il problema, però, sta nel fatto che questi benefici vengono messi in secondo piano, e a volte annullati, dalla presenza di altri ingredienti aggiunti, primo fra tutti lo zucchero.

Come spiega il dott. Vincenzo Liguori, biologo nutrizionista, i preparati per caffè al ginseng sono «miscele contenenti zucchero, ma non solo. Per spiegarvi bene le differenza tra un prodotto e l’altro farò riferimento ad una comparazione fatta da ‘Io mangio konsapevole’, che ho trovato molto interessante ed esplicativa. Sono state messe a confronto – spiega Liguori – tre delle principali marche più importanti: FoodNess, Nescafè Gold, Ginseng e Caffè Crastan. Come si legge nel post suddetto “Tutte e 3 le ditte, in etichetta evidenziano le qualità del ginseng. La FoodNeeds sotto alla denominazione commerciale, mette in bella vista ciò che il prodotto non contiene ed accanto alla scritta Panax ginseng, in risalto “La tua energia pulita”. Più classiche le facciate di Nescafè e Crastan che riportano solamente la denominazione commerciale rispettivamente “Ginseng” e “Ginseng e caffè”».

Andando ad analizzare la facciata dove sono riportati ingredienti e valori nutrizionali, la denominazione legale parla di preparato in polvere per bevanda al gusto di caffè e ginseng (FoodNess) e di preparato in polvere per bevanda al latte, caffè e ginseng (Nescafè e Crastan). Nessun accenno al latte da parte della FoodNess, che rappresenta uno degli ingredienti principali di tutte le preparazioni come si può facilmente verificare”, si legge ancora nel post.

“La Crastan – secondo quanto analizzato da ‘Io mangio konsapevole– è il prodotto con il più alto contenuto in caffè (16,5%). Seguono Nescafè (14,9%) e Foodness (10%) che però risulta quello con la più alta concentrazione di estratto di Ginseng (1,5 %), contro lo 0,8% di Crastan e 0,6% di Nescafè. Entrambi i prodotti contengono olio di cocco come grasso, varie tipologie di zuccheri (zucchero, sciroppo di glucosio, lattosio) e stabilizzanti“.

Nel preparato della FoodNess presente anche l’E551 come antiagglomerante e l’E471 come emulsionante. Da un punto di vista nutrizionale il meno calorico (ci si riferisce a 100g di prodotto) è il Nescafè (350 Kcal). Seguono Crastan (401 Kcal) e FoodNess (414,62 Kcal). Alta la percentuale di carboidrati in tutti e tre i preparati: 78, 20 g di cui 66,47g zuccheri (Foodness), 69 g di cui 51g zuccheri (Nescafè), 61g di cui 29g zuccheri (Crastan). Come si può dedurre dall’analisi di queste tre marche – conclude il post – le varie miscele commerciali hanno tutte una base comune di latte e zuccheri vari. Può variare la percentuale di caffè e quella di ginseng che comunque è presente in minima parte e non dà sicuramente tutti quei benefici tanto reclamizzati“.

«Secondo quanto riportato da ‘Io mangio konsapevole’, dunque, possiamo dedurre che questi preparati hanno ben poche qualità dovute al ginseng – precisa il dott. Liguori attraverso la propria pagina Facebook, soprattutto in ragione del fatto che ne contengono minime quantità. E’ necessario dunque prestare molta attenzione al loro consumo e soprattutto essere consapevoli – è proprio il caso di utilizzare questo termine – che non è come consumare un semplice caffè: l’apporto di zuccheri è notevole e può dunque presentare le ovvie controindicazioni».