Secondo una ricerca condotta dell’ente nazionale australiano di ricerca Csiro, pubblicata su Nature Geoscience, il fenomeno climatico El Niño, che periodicamente provoca un riscaldamento delle acque dell’Oceano Pacifico, è diventato sempre più frequente nel Pacifico Centrale, mentre si manifesta in forme più estreme nel Pacifico Orientale, probabilmente a causa del riscaldamento globale.
Lo studio si è incentrato sull’evoluzione dei fenomeni analizzando materiale corallino e mappando la successione delle sequenze negli ultimi 400 anni. Gli isotopi di ossigeno e i tassi di stronzio e di calcio estratti dai coralli di 24 diverse località hanno consentito ai ricercatori di individuare nel tempo dove e con che potenza El Niño ha colpito anche in regioni remote. Il team di esperti, guidato dalla climatologa Mandy Freund del Csiro, ha rilevato che la frequenza degli eventi nel Pacific Centrale è quasi triplicata, passando da circa 3,5 ogni 30 anni a 9 nell’ultimo trentennio.
Cos’è El Niño
Il nome deriva dal termine spagnolo che significa “il bimbo”, in riferimento al Bambino Gesù, dato che il fenomeno si manifesta normalmente durante il periodo natalizio.
Si verifica in meda ogni 4-5 anni ed è causato da un’oscillazione nel campo della pressione atmosferica che si verifica tra i punti estremi dell’Oceano Pacifico, all’altezza dell’equatore, cioè tra le coste dell’Ecuador e le isole della Malesia. Per questo motivo, nel mondo scientifico, questo fenomeno è detto ENSO, dalle iniziali di El Niño Southern Oscillation.
Oltre agli effetti diretti sull’Oceano Pacifico, dove la diminuita pescosità del mare provoca gravi carestie tra le popolazioni dell’Ecuador e del Perù, ENSO è ritenuto essere la causa principale di alcuni sconvolgimenti meteorologici a scala globale nel mondo. Le conseguenze principali di questo fenomeno si possono riscontrare nell’Oceano Pacifico, Atlantico e Indiano.
Ciò è dovuto al fatto che il variare periodico delle pressioni su una fascia così vasta, genera un rallentamento o una accelerazione degli Alisei, i venti costanti che avvolgono tutta la Terra nella fascia equatoriale, conosciuti sin dall’antichità e sfruttati da Cristoforo Colombo per raggiungere l’America.


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