Cieli rossi e sabbia che si deposita un po’ ovunque, soprattutto nella parte meridionale dell’Europa. Sono gli effetti visibili della polvere del deserto che viaggiando per migliaia di chilometri è arrivata da noi. E’ un fenomeno primaverile, quando i pennacchi di polvere del Sahara vengono trasportati dal vento attraverso il Mar Mediterraneo, ma con il cambiamento climatico, che causa l’espansione dei deserti, la polvere nell’atmosfera è destinata ad aumentare.
Gli effetti delle tempeste di sabbia sull’Europa si fanno sentire, anche nell’Europa del nord: sulla salute delle persone con il peggioramento dei sintomi dell’asma, sulla sicurezza perché si riduce la visibilità sulle strade, sulle piante, sulla produzione di energia e persino sul clima.
A farne le spese può essere l’energia ‘verde’, in particolare quella solare: la polvere può bloccare la luce del sole e, quindi, influenzare la produzione di energia, e depositata sui pannelli solari può ridurne l’efficacia. Effetti anche sull’agricoltura: la polvere che atterra sulle foglie può limitare la fotosintesi creando problemi alle colture. Effetti sui trasporti: la sedimentazione di polveri su binari ferroviari e linee aeree può avere delle ripercussioni sulle operazioni del settore.
Non tutti gli effetti sono negativi: le particelle di polvere infatti sono ricche di minerali che nutrono le alghe marine, e di fosforo, un nutriente essenziale che aiuta a fertilizzare la foresta pluviale amazzonica. La concentrazione di polvere nell’atmosfera può anche contribuire a ridurre l’intensità degli uragani atlantici grazie alla limitazione della radiazione solare responsabile del riscaldamento dell’oceano e alla riduzione dell’umidità nell’atmosfera che alimenta l’attività ciclonica. Effetti dunque importanti e con i quali dovremo fare i conti sempre più spesso. Ecco perché anche la polvere del deserto merita previsioni accurate, proprio come quelle meteorologiche.
A farlo ci pensa il Copernicus Atmosphere Monitoring Service (Cams), implementato dal Centro europeo per le previsioni a medio termine per conto dell’Unione europea, che aiuta a prevedere disagi. Le previsioni Cams considerano emissione, trasporto e sedimentazione della polvere del deserto, vengono pubblicate due volte al giorno, e considerano i cambiamenti della distribuzione dei pennacchi nei cinque giorni successivi.
