Fridays for Future in Sicilia: non solo clima ma anche libertà di espressione e di insegnamento

Cortei in tutta la Sicilia per i Fridays for Future: l'appello per la libertà di espressione ed insegnamento dopo la sospensione della docente palermitana

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Numerosi cortei oggi riempiranno le strade e le piazze in tutta la Sicilia in occasione dei Fridays for Future.”Siamo in piazza in tutta la Sicilia con Fridays for Future per cambiare il sistema che ci sta portando al disastro climatico“, “in lotta contro i cambiamenti climatici“: dalle scuole e dalle università “parte la ribellione dei giovani“, dice Arianna Castronovo, dell’esecutivo regionale dell’Unione degli studenti Sicilia, ed aggiunge “le scuole e le università e lo Stato devono subito dichiarare l’emergenza climatica, attuando le misure necessarie ad abbattere le emissioni nel più breve tempo possibile“.

La ormai nota iniziativa si svolge in 110 nazioni del mondo nell’ambito del “Global Strike for Future” lanciato da Greta Thumberg. Ma non solo clima durante le manifestazioni, infatti nelle stesse piazze, negli stessi cortei e non solo in Sicilia si difende la libertà di pensiero e di insegnamento. Con gli slogan #liberidinsegnare e #liberidimparare sono scattate le iniziative promosse anche dalle sigle sindacali della scuola e dai collettivi studenteschi che vedono la manifestazione di Palermo come atto principale. Questo a seguito del caso della professoressa Rosa Maria Dell’Aria sospesa nel capoluogo siciliano. Provvedimento che sarà revocato hanno detto i ministri Matteo Salvini e Marco Bussetti, ieri a Palermo, dopo un colloquio con la docente.

Una scuola in mobilitazione, conferma Arianna Castronovo, “per pretendere risposte da un governo che calpesta il nostro diritto al futuro, gli studenti continuano a prendere parola senza cedere davanti a minacce e sanzioni. Da tutte le piazze di oggi continuiamo a esprimere solidarietà alla prof Rosa Maria, la cui assurda sospensione è stata finalmente ritirata dopo che in tutto il Paese studenti e docenti si sono mobilitati“. La libertà di espressione e di insegnamentonon possono essere messe in discussione“, viene affermato, le scuole “tornino a essere i presidi di democrazia da cui ripartire per invertire la rotta. Si finanzi la l’Università e una ricerca libera per poter immaginare un futuro desiderabile per tutte e tutti“.