Giornata mondiale delle Api: in Italia 60mila apicoltori e 1,5 milioni di alveari

La Giornata dedicata all'apicoltura vuole sottolineare il ruolo e importanza delle api e di altri impollinatori dal punto di vista economico, sociale e ambientale

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Il 20 maggio ricorre la “Giornata mondiale delle Api“, proclamata nel 2018 dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, su iniziativa della Repubblica Slovena e con il sostegno e il voto favorevole dell’Italia.
L’apicoltura italiana costituisce un importante settore del comparto agricolo nazionale, per la capacità produttiva raggiunta e per la funzione impollinatrice che le api svolgono a favore degli ambienti rurali, naturali e urbani.
La Federazione Italia Apicoltori ricorda che la categoria apistica, grazie anche all’impegno con Confagricoltura, ha conseguito, dal 2004, lo status di “produzione agricola” riconosciuto dal nostro Codice civile.
Gli apicoltori censiti sono circa 55.000, cui se ne aggiungono almeno altri 5.000 che, specie tra i giovani, stanno manifestando entusiasmo e propositi di investimento in questo settore.
Il patrimonio apistico nazionale è in crescita e, nonostante le numerose avversità, nel 2018 ha raggiunto 1.500.000 alveari, con una produzione potenziale di circa 23.000 tonnellate e un volume d’affari stimato in 150 milioni di euro, cui sono da aggiungere 2 miliardi di euro di valore della produzione delle sole colture di interesse agro-alimentare.

La Giornata dedicata all’apicoltura vuole sottolineare il ruolo e importanza delle api e di altri impollinatori dal punto di vista economico, sociale e ambientale: tali insetti sono gravemente minacciati dagli effetti combinati del cambiamento climatico, dell’agricoltura intensiva, dei pesticidi, della perdita di biodiversità e dell’inquinamento. Oltre il 75% delle colture alimentari mondiali dipendono in una certa misura dall’impollinazione per resa e qualità. L’assenza di api e di altri impollinatori eliminerebbe la produzione di caffè, mele, mandorle, pomodori e cacao, per citare solo alcune delle colture che si basano sull’impollinazione.
Impollinatori, come api, api selvatiche, uccelli, pipistrelli, farfalle e coleotteri volando, saltano e strisciano sui fiori aiutando le piante a fertilizzarsi. Il numero e la diversità degli impollinatori sono diminuiti negli ultimi decenni e le prove indicano che il declino è principalmente conseguenza delle attività umane, compreso il cambiamento climatico, che possono interrompere le stagioni di fioritura.

Le pratiche agricole sostenibili, in particolare l’agro-ecologia, possono aiutare a proteggere le api riducendo l’esposizione ai pesticidi e contribuendo a diversificare il paesaggio agricolo.

Il World Bee Day rappresenta un contributo alla cooperazione internazionale per affrontare temi globali quali la sicurezza alimentare, la lotta alla fame, il rispetto della biodiversità e gli obiettivi sviluppo sostenibile inseriti nell’agenda 2030 dell’Onu.

La Giornata mondiale delle api si celebra il 20 maggio perché ricorre in questo giorno l’anniversario della nascita di Anton Jana, ritenuto il pioniere dell’apicoltura moderna.

Le api, sentinelle dell’ambiente

LaPresse/Xinhua

Le api sono sentinelle dell’ambiente perché forniscono informazioni utili sullo stato di salute dell’ecosistema.
Per avere un’idea della loro operosità basti pensare che per produrre un kg di miele le api devono raccogliere il nettare di 4 milioni di fiori e percorrere una distanza che corrisponde a 4 volte il giro della Terra.
Il loro lavoro contribuisce all’impollinazione di oltre 170 mila specie di piante. Per produrre un cucchiaio di miele 12 api devono lavorare un’intera vita.
Senza di loro la diversità alimentare cambierebbe irrimediabilmente con pesanti conseguenze sull’equilibrio dell’alimentazione umana: per questo la Convenzione sulla diversità biologica ha riconosciuto come urgente la necessità di affrontare il declino degli insetti impollinatori, per mezzo di un’azione coordinata a livello mondiale.