Il freddo e la neve di Maggio sono un assist all’ignoranza e Libero fa gol: il titolo che umilia la scienza

"Riscaldamento del pianeta? Ma se fa freddo": ecco perchè il titolo (e l'articolo) di Libero sono un'umiliazione per la scienza e la meteorologia

MeteoWeb

Quelli di Libero, per l’ennesima volta, non hanno capito nulla. O meglio: non hanno studiato, questi benedetti giornalisti, non hanno analizzato, non si sono nemmeno, malamente, informati su siti web basici come Wikipedia. Continuano e continueranno ancora per molto a confondere il METEO con il CLIMA, a confondere il riscaldamento globale e i cambiamenti climatici in corso con le temperature registrare in un dato momento e in un dato luogo. Dispiace quasi che a dover fare loro la lezioncina siano altri giornalisti meno quotati, meno stipendiati e meno noti, ma ci tocca, per amore della verità. Quest’ultima, che in un mondo ideale dovrebbe essere la missione ultima di ogni giornalista, è quanto di più lontano possa esserci dall’articolo apparso questa mattina sul noto quotidiano nazionale.

Partiamo dal titolo, perché sembra Lercio ma non lo è: “Riscaldamento del pianeta? Ma se fa freddo“. Dunque, cari colleghi poco informati, o volutamente mal informati, è possibile che nessuno vi abbia spiegato come il riscaldamento globale sia qualcosa di climatico, analizzato su dati ineccepibili che certificano ciò che accade su ampie aree (la Terra nel suo complesso) nel corso di lunghi periodi (secoli), mentre il freddo di questi giorni è qualcosa di meteorologico, cioè relegato a una piccola zona (l’Europa centrale e l’Italia) per un breve periodo di tempo (qualche ora)? Quindi, tutto ciò, non smentisce affatto il trend climatico del nostro Pianeta, che invece è confermato dalla stragrande maggioranza delle situazioni meteo degli ultimi tempi: basti pensare al caldo incredibile che la nostra Italia ha avuto soprattutto al Centro/Nord da Novembre ad Aprile.

Previsioni Meteo MeteorologiaEppure per comprendere la differenza tra clima e meteo basterebbe aprire un qualsiasi manuale di base che tratti questi argomenti e l’arcano sarebbe svelato. Riscaldamento globale e cambiamenti climatici stanno modificando il clima del nostro pianeta: questo freddo vi sembra così normale a maggio? No, ovviamente. E la situazione è destinata a peggiorare. Ci ritroveremo, ad esempio noi italiani, in una situazione di ‘tropicalizzazione‘ del clima – processo peraltro già in corso -, dove eventi estremi si alterneranno, così come caldo afoso e freddo. Che è proprio quello a cui stiamo assistendo in questi giorni: paradossalmente queste anomalie di freddo sono l’ennesima conferma del global warming e dei cambiamenti climatici in atto!

Ma è addentrandoci nel testo dell’articolo che scopriamo come la giornalista, non nuova a questo tipo di teorie quanto meno bizzarre (la prossima, ci scommettiamo, sarà pro-terrapiattismo e pro-scie chimiche…!), ha dato il meglio di sé: sembra la sagra dei luoghi comuni, sciorinati e spiattellati uno dopo l’altro come se fossero dei piccoli post ‘acchiappa click’ di Facebook, utili giusto a far dire ai più disinformati: “Ecco, è vero! Ha ragione!“. Ma la ragione, da che mondo e mondo, in questi casi è di chi studia, di chi ne sa, non di chi elargisce opinioni a caso.

L’articolo apparso oggi su Libero, dunque, fa davvero ridere, per non piangere, tanto che in merito si sono espressi da più parti in Italia. Tra tutti, riportiamo la nota stampa diffusa dalla Federazione degli Ordini dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Calabria, una delle più precise, esplicative e che c’entrano il punto: siamo stanchi di tanta – dannosa – disinformazione.

La prima pagina di oggi di alcune testate giornalistiche nazionali, rappresenta l’ennesima negazione del rischio che il nostro Pianeta, e noi con esso, stiamo correndo per via del cambiamento climatico” si legge nella nota diffusa proprio stamattina dagli agronomi calabresi.

“Dire che “fa freddo” – prosegue il comunicato – e di conseguenza non c’è un riscaldamento globale è una bufala, una fake news, chiamatela come volete. Ma resta la mistificazione della realtà di chi non conosce minimamente il tema e confonde il meteo con il clima. Già c’è una grande differenza tra il meteo, cioè quello che noi vediamo dalla finestra quando ci svegliamo o quello che l’app del cellulare ci comunica, e il clima che invece basa i suoi dati non sul quotidiano, ma su un’osservazione globale di almeno 30 anni”.

“Non possiamo più tollerare che alcuni pezzi di giornalismo, persone scarsamente informate sui social o partigiani di una parte politica possano mettere in dubbio il cambiamento climatico e le sue sempre più catastrofiche conseguenze sul Pianeta e sulle nostre vite. – evidenza Francesco Cufari presidente della Federazione degli Ordini dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Calabria – Dobbiamo essere coscienti di quello che sta avvenendo, comprendendo che il Pianeta si sta riscaldando a ritmi mai visti prima e questo porterà a fenomeni sempre più catastrofici dovuti all’innalzamento dei mari e al fatto che gli oceani accumulino (attraverso il calore) sempre più energia che poi tifoni e uragani trasformano in catastrofi naturali. Non possiamo più stare a guardare mentre i ghiacciai si riducono a ritmi spaventosi o mentre la nostra stessa regione(la Calabria, ndr) è continuamente sconquassata da alluvioni e fenomeni idrogeologici. C’è un’emergenza e come tale va affrontata, altrimenti ben prima del 2030 vivremo sulla nostra pelle fenomeni meteorologici mai visti prima, con il rischio di vedere la Calabria stessa flagellata da mesi caldissimi con temperature superiori ai 40° C e piogge e venti intensi in altri periodi dell’anno. Non c’è più tempo da perdere e lo dico prima ancora da cittadino e poi da tecnico rappresentante della categoria”.

IL NEGAZIONISMO E’ UN ATTO IRRESPONSABILE CONTRO LE GENERAZIONI FUTURE

Il negazionismo climatico è un atto d’irresponsabilità e di egoismo nei confronti delle generazioni future“. Lo afferma Angelo Bonelli, coordinatore nazionale dei Verdi ed esponente di Europa Verde che aggiunge: “Da parte di una certa informazione, come ad esempio è accaduto oggi con il quotidiano il Tempo e Libero, si confonde la questione climatica con il meteo rinunciando ad avere un approccio scientifico ad un problema molto serio”.

GroenlandiaPrendiamo ad esempio lo scioglimento dei ghiacciai – spiega l’esponente di Europa Verde -: in questi giorni in Groenlandia, che ospita la seconda calotta di ghiaccio più imponente del del pianeta la temperatura, la temperatura media è di 5°C sopra la media e tra il 2010 e il 2018 ha perso ben 286 miliardi di tonnellate di ghiaccio, una quantità mostruosa, circa sei volte di più rispetto alla perdita stimata tra il 1980 e il 1990, determinando un innalzamento globale del livello dei mari di circa 14 millimetri, metà dei quali registrati solo negli ultimi otto anni“.

L’emergenza climatica – continua Bonelli- non è un’invenzione dei Verdi ma un’allarme lanciato dagli scienziati dell’Onu, riuniti all’interno dell’Ipcc, a cui è stato assegnato il premio Nobel, e tutti dovremmo essere uniti, dall’informazione, alla politica fino al mondo dell’impresa per contrastare il cambiamento climatico attraverso le soluzioni che gli scienziati hanno già indicato, perdere tempo o meglio non fare nulla significa rinunciare ad agire e compromettere il futuro del pianeta“.

E’ veramente desolante constatare che il dibattito politico e mediatico in Italia si polarizzi tra zucchine della Meloni e grembiulini di Salvini e questo conferma ancora una volta l’inadeguatezza ad affrontare un tema strategico come quello della conversione ecologica per rilanciare l’economia e l’occupazione del nostro paese, ma la questione del cambiamento climatico è scomparsa dal confronto anche dal servizio pubblico Rai, e non solo, che non affronta e non discute di questa emergenza, dando più spazio appunto a zucchine e grembiulini“, conclude Bonelli.