L’insonnia cronica è uno dei disturbi del sonno più comuni. Questa condizione è caratterizzata da difficoltà ad addormentarsi oppure dal dormire almeno 3 notti a settimana per oltre 3 mesi, con effetti su funzioni come umore, attenzione e concentrazione. Questi sintomi sono ciò che differenzia l’insonnia cronica dalla semplice presenza dei sintomi dell’insonnia (che non hanno un apparente effetto sulle funzioni citate in precedenza).
Secondo un’analisi dei dati sul sonno del Canadian Longitudinal Study on Aging, l’insonnia cronica, che colpisce circa il 10% degli adulti, ha un impatto diretto negativo sulle funzioni cognitive delle persone di 45 o più anni, indipendentemente da altri problemi di salute. L’analisi è stata condotta da un team di ricerca che include il ricercatore Nathan Cross e il suo supervisore Thang Dang-Vu, entrambi del PERFORM Centre della Concordia University e del Centro di ricerca dell’Istituto universitario di geriatria di Montréal (CRIUGM) del CIUSS du Centre-Sud-de-l’Île-de-Montréal.

L’analisi ha esaminato i dati di 28.485 partecipanti di 45 o più anni, che provenivano da diverse città del Canada, inclusa Montréal. I partecipanti sono stati divisi in 3 gruppi: persone con insonnia cronica, persone con sintomi di insonnia che non lamentavano alcun effetto sulle loro funzioni diurne e persone con una normale qualità del sonno. Per valutare le differenti funzioni cognitive e la qualità del loro sonno, hanno compilato dei questionari, sostenuto esami fisici e test neuropsicologici.
Ulteriori studi in quest’area punteranno a definire meglio questa relazione tra scarsa qualità del sonno e problemi cognitivi. “L’insonnia cronica predispone le persone al declino cognitivo? Questi deficit cognitivi possono essere annullati con un trattamento dei disturbi del sonno? Ci sono molte domande importanti che devono ancora essere esplorate e che avranno un importante impatto sulla prevenzione e sul trattamento dei disturbi cognitivi legati all’età”, ha concluso l’esperto.