Non nemica della natura, ma d’aiuto per trovare soluzioni ecologiche e compatibili con lo sviluppo sostenibile e il rispetto dell’ambiente. Lungi dall’essere sinonimo di aggressivi processi industriali, la nuova chimica e’ sempre piu’ “green”. “Spesso mal vista perche’ sinonimo di contaminazione ambientale, in realta’ la chimica e’ tutto cio’ che ci circonda. Saperla utilizzare per migliorare la salute e’ quello che deontologicamente il nostro Ordine e’ oggi chiamato a fare”. A dirlo e’ Fabrizio Martinelli, presidente dell’Ordine dei Chimici e dei Fisici di Lazio, Umbria, Abruzzo e Molise, a margine del convegno “Chimica, Fisica e Universo” che si e’ tenuto a Roma. “La chimica va difesa”, e’ l’appello di Luciano Galantini, direttore del Dipartimento di Chimica Universitaria Sapienza di Roma con cui l’ordine ha appena siglato un protocollo di collaborazione nell’ambito della formazione.
“La considerazione, agli occhi del grande pubblico – precisa – e’ spesso viziata da un’idea legata all’industrializzazione degli anni Cinquanta. Viene associata all’idea che sia nemica della natura o che serva a sintetizzare sostanze che nuocciono all’ambiente: e’ ora di svecchiare questa visione negativa. In realta’ e’ una disciplina che studia le regole delle trasformazioni intime della materia. E, sempre piu’ spesso, si occupa di analizzare gli inquinanti, bonificare i siti inquinati, di trovare nuove soluzioni di sviluppo sostenibilita’, aiutare a produrre materiali nuovi di origine naturale”. E’, insomma, e’ “una chimica ‘verde'” e per i giovani “puo’ rappresentate un importante ambito di lavoro”.
