L’Uragano Artico flagella l’Italia, maltempo di portata eccezionale: mai così negli ultimi 70 anni, neve a 150 m

Attacco artico di portata eccezionale, mai così negli ultimi 70 anni. Fiocchi fino a 150 m, 20 cm a 5/600 m sull’Appennino modenese. Ecco i dettagli

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Ondate fredde in Maggio, con caratteristiche invernali, non sono certe inconsuete, ma dobbiamo dire che gran parte di esse, tra quelle documentate almeno 6/7, sono accorse negli anni 50/90. Non vi son tracce di altre ondate di freddo dell’entità di questa in atto negli ultimi 30 anni. Qualche freddata tardiva in maggio vi è stata anche qualche anno fa per gli Appennini, ma si è manifestata in gran parte con calo termico e qualche gelata notturna-mattutina per serenità del cielo, poca attività ciclonica associata e anche effetti nevosi non eclatanti. L’irruzione fredda in corso in queste ore e che vede il clou sul Nord Appennino, ha pochi precedenti nella storia meteo recente e, per di più, è associata a un sistema depressionario di significativa intensità e vorticità con maltempo anche intenso, benché circoscritto.

Nella mattinata odierna il ciclone invernale ha imperversato con piogge e rovesci su molte aree della Pianura Padana, dal Sudest Piemonte, Centro Sud Lombardia, su Gran parte del Veneto, anche su Liguria, Emilia Romagna, via via diffusamente su Toscana, Umbria, Marche, già con neve in collina localmente sui rilievi liguri. Ma dalla tarda mattinata e ore centrali un forte maltempo invernale si è abbattuto in particolare sull’Emilia Romagna con piogge rovesci spesso anche forti, specie su aree centro settentrionali, e nevicate collinari davvero consistenti.

Nella foto a corredo, la situazione nel tardo pomeriggi a Prignano sulla Secchia, a 557 m slm, sul pre-Appennino modenese, verso i 20 cm e con fitta nevicata in atto in una atmosfera prettamente invernale. La neve con accumuli ha raggiunto anche i 3/400 m e fiocchi fradici persino a 150 m sulle pedemontane emiliane e romagnole. Neve collinare anche su Appennino e fino a 50 e passa cm oltre i 900/1000 m.  Evento davvero eccezionale con pochi precedenti nella storia meteo degli ultimi 60/70 anni.  Nelle prossime ore notturne e nel corso di domani, il fronte freddo si sposterà progressivamente verso il Centro e il Sud, portando rovesci soprattutto sulle aree appenniniche e adriatiche, anche qui con neve, ma a quote un po’ più alte, mediamente sui 1000/1100 m sul Centro Appennino, per un progressivo affievolimento dell’alimentazione fredda da Nord. Piogge e rovesci sparsi al Sud, più intensi tra Campania, localmente Calabria tirrenica e Puglia. Temperature in calo al Centro Sud.