Maltempo, Coldiretti Veneto: “Campagna allegata, allarme frutteti”

Il tempo capriccioso di questo periodo continua a segnare l'agricoltura. I fiumi sono ingrossati, i laghi pure. Coldiretti rileva che nelle campagne venete non si distinguono più i fossati dalle capezzagne, il mais nel territorio veneziano è già in asfissia nei campi allagati, il raccolto di fieno maggengo dell'alta padovana è perduto

Il tempo capriccioso di questo periodo continua a segnare l’agricoltura. I fiumi sono ingrossati, i laghi pure. Coldiretti rileva che nelle campagne venete non si distinguono più i fossati dalle capezzagne, il mais nel territorio veneziano è già in asfissia nei campi allagati, il raccolto di fieno maggengo dell’alta padovana è perduto. Non va meglio per gli ortaggi, da ieri a Lusia le coltivazioni di insalata sono sommerse di acqua, niente ciliegie nel vicentino colpite prima dalla grandine e poi dagli acquazzoni che hanno causato la tracimazione dei canali. Api che non impollinano, frane e stalle in difficoltà nella montagna bellunese. E’ allarme per la frutticoltura regionale, in particolare per la coltura del pero che registra casi diffusi di cascola, ovvero quel fenomeno legato alle avversità con cui le piante fanno cadere i frutti immaturi.

E’ così nella bassa padovana, a Rovigo e nei frutteti della provincia di Venezia. “Gli operatori agricoli annunciano già il 60% delle perdite – commenta Coldiretti – per cui è necessario attivare il fondo di solidarietà nazionale, atteso che questo rischio non è compreso tra quelli assicurabili”. In Veneto, ricorda Coldiretti alle pere sono dedicati circa 3mila ettari per una produzione di 70mila tonnellate pari a 66 milioni di euro. A macchia di leopardo lungo tutta la Penisola – precisa Coldiretti – si è verificata una vera strage di colture cereali, girasole, verdure, danni a vigneti, agrumeti, oliveti, ma anche alle infrastrutture, dalle stalle scoperchiate alle strade rurali franate, senza dimenticare le serre distrutte con danni superiori ai 10 milioni di euro.

Allerta anche a Padova

Agricoltura a mollo in tutta la provincia, ma è nella Bassa Padovana la situazione più critica di questi giorni. Sono centinaia gli ettari di coltivazioni allagate, Coldiretti Padova sta raccogliendo decine di segnalazioni: a mollo i tunnel con le piantine di angurie, meloni, zucche e zucchine, sott’acqua i campi di cereali, dal frumento al mais, ma anche barbabietole e vigneti. Dopo gli accumuli di domenica l’acqua sta defluendo grazie alla rete di scolo e ai canali di bonifica in grado di ”ricevere”. Le ultime a tornare all’asciutto saranno le aree vallive ma per giorni e giorni i terreni saranno impraticabili. Gli allagamenti hanno interessato una vasta area sud di Este e Montagnana, fino all’Adige, in particolare a Barbona, Sant’Urbano, Vighizzolo, Piacenza d’Adige, Borgo Veneto, Casale di Scodosia. Centinaia gli agricoltori in apprensione per la sorte delle principali e più diffuse colture della zona, dagli ortaggi ai seminativi.

Le previsioni purtroppo non sono delle migliori e le precipitazioni dei prossimi giorni da una parte renderanno quasi impossibili i lavori nei campi e, dall’altra, gettano una pesante incognita sull’entità e la qualità del raccolto, con evidenti ripercussioni sul reddito di centinaia di imprese agricole. Nei campi allagati, spiega Coldiretti Padova, è impossibile entrare per effettuare le necessarie operazioni colturali mentre dove si è già seminato i germogli e le piantine soffocano per la troppa acqua.

”L’acqua sta defluendo abbastanza rapidamente, anche se ci vorrà un po’ di più nelle zone vallive – conferma Massimo Bressan,presidente di Coldiretti Padova, anch’egli alle prese con gli allagamenti nella sua azienda agricola di Santa Margherita d’Adige a Borgo Veneto – ma ci vorranno giorni prima di poter entrare in campagna, soprattutto con i mezzi agricoli necessari per le lavorazioni. Questa è la stagione delle semine e dei trapianti, è il periodo in cui le piantine dovrebbero germogliare e crescere, se invece finiscono sotto acqua è un problema perché possono soffocare o si possono sviluppare marciumi e altre malattie che rischiano di compromettere il raccolto. Ormai non è più il singolo evento atmosferico in sé a preoccuparci, ma la somma di effetti climatici che si traduce in un’alternanza di fenomeni che si ripercuotono sull’agricoltura. Prima la siccità invernale, poi il caldo di inizio primavera, ora le precipitazioni abbondanti. E noi agricoltori siamo sempre in prima linea”.

A preoccupare sono, oltre agli allagamenti, anche il rischio di grandinate o di vento forte. Tra frutteti della bassa padovana si registrano, continua Coldiretti Padova, nelle colture del pero, casi diffusi di cascola, ovvero quel fenomeno legato alle avversità con cui le piante fanno cadere i frutti ancora immaturi. ”In alcune varietà di pero, – spiega Graziano Balbo, presidente della Cooperativa Frutta di Castelbaldo – si erano sviluppate già poche gemme a causa del maltempo dello scorso anno, ora le piogge in fase di fioritura alternate a sbalzi di temperatura hanno portato anche alla comparsa di malattie fungine quindi le piante sono entrate in stress proprio nel periodo più critico. Mediamente quest’anno stimiamo un 50 per cento in meno del prodotto, con punte del 70 per cento sulle varietà più colpite. Ad incidere negativamente c’è anche l’attacco della cimice asiatica che ci aspettiamo nei prossimi mesi”. La coltivazione di pere a Padova interessa una superficie di circa 380 ettari, quasi tutti nella Bassa Padovana, con una produzione di 86 mila quintali e un volume d’affari intorno agli 8,6 milioni di euro. Il maltempo dunque potrebbe presentare un conto milionario per l’agricoltura padovana con ripercussioni a lungo termine. Coldiretti Padova sta raccogliendo tutte le informazioni utili da girare ad Avepa per i successivi provvedimenti in ordine allo stato di calamità e per l’eventuale attivazione del fondo di solidarietà nazionale, in modo da coprire anche le casistiche non assicurabili.

A proposito di assicurazioni, Condifesa Padova, il consorzio che si occupa della difesa delle colture dagli eventi atmosferici, ricorda che le aziende hanno ancora la possibilità di attivare questa forma di tutela. ”I termini sono ancora aperti – afferma il presidente di Condifesa Padova Ettore Menozzi Piacentini – per assicurare da tutte le avversità atmosferiche le produzioni di frutta e uva fino al 31 maggio, i cereali estivi fino al 30 giugno, mentre gli ortaggi estivi fino al 15 luglio. Sono ancora disponibili, pertanto, le risorse finanziare per ottenere le agevolazioni che abbassano i costi dell’assicurazione fino al 70 per cento. Resta inteso che se l’azienda ha già subito danni deve comunque dichiararlo e denunciare le perdite già avvenute al momento della copertura”. L’eccezionalità degli eventi atmosferici, ricorda Coldiretti Padova, è ormai la norma, tanto da aver condizionato nell’ultimo decennio la redditività del settore agricolo, con perdite dovute a calamità naturali che hanno assunto un carattere ricorrente e imprevedibile. Gli agricoltori, da sempre preparati a fare i conti con il meteo, sono le prime sentinelle di un equilibrio ormai compromesso, di segnali che non possono essere sottovalutati.