“C’è ancora preoccupazione nel piacentino per l’ondata di maltempo, che ha colpito il territorio; l’azione delle dighe di Molato e Mignano ha finora preservato circa 50.000 ettari da conseguenze più gravi“: lo spiega in una nota l’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue.
“Già nel pomeriggio, alla diga del Molato sul torrente Tidone, era stato registrato un picco di portata pari a 90 metri cubi al secondo in ingresso nel lago e di 50 in uscita.
La diga del Molato ha risposto egregiamente all’obiettivo di laminazione della piena; le criticità, che hanno avuto i territori di valle, sono state date, però, dalla piena rilevante del torrente Tidoncello che, privo di invasi di laminazione, ha raggiunto una piena quantificabile tra i 100 e 150 metri cubi al secondo; a Mottaziana, in pochissimo tempo, si è scaricata, infatti, una quantità d’acqua impressionante.
Tutto il personale del Consorzio di bonifica di Piacenza è stato impiegato sul territorio con escavatori e mezzi operativi in coordinamento con Protezione Civile e Vigili del Fuoco.
Per quanto riguarda la diga di Mignano, sul torrente Arda, si è avuto un picco di entrata di circa 80 metri cubi al secondo e in scarico di circa 50. Anche in questo caso, l’invaso ha effettuato un’efficace azione di laminazione dell’ondata di piena.”
“Senza l’azione laminatrice delle dighe, una grande quantità d’acqua si sarebbe riversata sui territori a valle, creando una situazione di evidente pericolo per la popolazione – commenta Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) – E’ questa un’ulteriore dimostrazione dell’indispensabile multifunzionalità, che avranno anche i bacini previsti dal Piano Nazionale Invasi per aumentare la resilienza dei territori ai cambiamenti climatici: riserva d’acqua per i momenti di siccità, ma anche contenitori per trattenere le acque di piena nei momenti di emergenza idrogeologica.”


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