Salute, l’allarme dei podologi: problemi ai piedi per il 50% degli italiani

Le patologie del piede come le artriti remautoidi, le ulcere, le neuropatia, le vasculopatie, o le deformità acquisite, sono in forte aumento

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In Italia non si fa prevenzione sulle patologie del piede, che ormai riguardano un italiano su due: l’allarme viene da Napoli, dove si è tenuto il congresso internazionale di podologia e podiatria sul tema “Piede complicato da patologie croniche”, a cui hanno partecipato specialisti provenienti da tutto il mondo.
Le patologie del piede come le artriti remautoidi, le ulcere, le neuropatia, le vasculopatie, o le deformità acquisite, sono in forte aumento. Quando le persone si rivolgono al medico o a una struttura pubblica è spesso troppo tardi e bisogna ricorrere all’intervento chirurgico o, addirittura, all’amputazione o micro amputazioni, che sono diventata oltre 700mila l’anno.

Il paziente con o senza patologie, negli anni e con la vecchiaia, e più rapidamente se con patologie croniche, tende ad avere un piede funzionalmente piatto. Ciò favorisce deformità ed ipercheratosi plantari con dolore e/o maggiore rischio di ferirsi in lesioni che con le complicanze croniche (nerupatia e/o vasculopatia) tendono a diventare ulcere“, spiega il podologo Gaetano Di Stasio. Il congresso è stato organizzato da Di Stasio, coordinatore del comitato scientifico, in collaborazione con il chirurgo vascolare Lanfranco Scaramuzzino, con i patrocini dell’Associazione europea dei podologi, la Società Italiana di Flebologia, l’Associazione Italiana Ulcere Cutanee, il Coordinamento nazionale associazioni professionali sanitarie e il Consejo General de Colegios Oficiales de Podólogos.
Tra le patologie del piede sono in aumento le lesioni ulcerative – non solo nei pazienti diabetici e geriatrici – che interessano oltre 5 milioni di persone, secondo gli ultimi dati della Società italiana di diabetologia. Ogni lesione cutanea acuta può diventare cronica e quindi ulcera se le cause che l’hanno generata non sono rimosse o quando, pur avendo rimosso le cause eziopatogenetiche, i processi riparativi sono ostacolati da fattori intrinseci o estrinseci.