Sparatoria a Napoli: la piccola Noemi non migliora, è grave ma lotta come una leonessa

La bimba è tenuta costantemente in coma farmacologico e respira grazie alla ventilazione meccanica: preoccupa la condizione del suo polmone sinistro

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Oggi i capi di Stato di Italia, Spagna e Portogallo hanno rivolto un applauso alla piccola Noemi, con tutto il pubblico del simposio Cotec di oggi a Napoli. Il presidente Sergio Mattarella, prima di rientrare a Roma, ha fatto visita alla piccola nell’ospedale pediatrico Santobono, dove da venerdì lotta per la vita dopo essere stata ferita in una sparatoria nel capoluogo campano. Mattarella ha ringraziato i medici per il loro lavoro, soffermandosi con i genitori di Noemi, per dare loro un seppur debole conforto, nell’ennesima giornata di attesa: oggi il bollettino medico ha confermato la stabilità delle condizioni critiche della paziente.

La bimba è tenuta costantemente in coma farmacologico e respira grazie alla ventilazione meccanica. Preoccupa la condizione del suo polmone sinistro, il più compromesso dal proiettile. “Lotta come una leonessa“, dice il vicepremier Matteo Salvini che ieri sera è stato al Santobono. I suoi genitori non smettono di sperare, il papà non esclude di lasciare Napoli, in futuro: “Fa rabbia, e’ doloroso, ma ci sto pensando. Comunque in questo momento conta solo che lei si salvi“.

L’attesa prosegue, arriva al Santobono anche il presidente della commissione parlamentare antimafia Nicola Morra, atteso poi da colloqui con i vertici delle forze dell’ordine, il procuratore capo di Napoli e il prefetto. Nel pomeriggio si riunisce il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza: altri i temi all’ordine del giorno, ma ovviamente si discute anche di quanto successo a piazza Nazionale venerdì. Le indagini della Squadra Mobile proseguono, sempre più accreditata la pista della vendetta personale rispetto a quella iniziale dell’agguato di camorra. Si scava nelle relazioni personali del pregiudicato Salvatore Nurcaro, bersaglio dei proiettili, rimasto gravemente ferito ma non più in pericolo di vita.

Il killer, ripreso da varie telecamere di sorveglianza, si è mosso più con l’atteggiamento impacciato di un assassino che uccide d’impeto che con quello del freddo killer di camorra. E Nurcaro, malgrado sia ritenuto dagli investigatori legato a una famiglia camorristica, non è considerato un criminale di “spessore”. E a Napoli è caccia all’uomo: “Potesse volerci un anno, lo prenderemo“, dicono in questura. Salvini, intanto, da Milano riprende l’allarme sulle “migliaia di condannati a spasso”, a piede libero nel capoluogo campano. I genitori che portano i propri figli nell’ospedale Santobono ammettono di sentirsi poco sicuri, dopo la sparatoria di piazza Nazionale. Ma il sindaco Luigi de Magistris smentisce che esista un’emergenza Napoli. “Stiamo attenti a non declinare ciò che non esiste: la città ha scelto il riscatto e la partecipazione, lo Stato deve mettere più tenacia e forza nel contrastare i fenomeni criminali“.