USA: gonfiati i prezzi delle medicine, 44 Stati fanno causa alle case farmaceutiche

USA: 20 case farmaceutiche sono accusate di avere gonfiato i prezzi di oltre 100 farmaci generici

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I procuratori generali di 44 stati americani hanno fatto causa contro 20 case farmaceutiche accusate di aver gonfiato i prezzi di oltre 100 farmaci generici. La causa è stata depositata al tribunale federale del Connecticut, che ha assunto il ruolo guida degli altri 43 stati, ai quali si è aggiunto anche Porto Rico, territorio non incorporato degli Usa. “Abbiamo solide prove che mostrano come le aziende di farmaci generici abbiano perpetrato una frode multimiliardaria ai danni del popolo americano“, ha dichiarato l’attorney general del Connecticut, il democratico William Tong riferendosi a “mail, messaggi, telefonate registrate ed ex insider delle compagnie” e sottolineando che questa inchiesta ha individuato una delle cause primarie del vertiginoso aumento della spesa sanitaria nel Paese.
L’inchiesta arriva in un momento in cui la politica in modo bipartisan, da Donald Trump fino alla senatrice liberal Elizabeth Warren, sta concentrando l’attenzione sull’aumento dei prezzi dei farmaci. “Le accuse di questa nuova causa sono solo accuse“, è stata la replica di Teva Pharmaceuticals Usa, sussidiaria dell’israeliana Teva Pharmaceuticals Industries Ltd, che nega di aver mai avuto un comportamento che possa portare ad un ricorso civile o penale. “La società fornisce medicinali di alta qualità a pazienti in tutto il mondo ed è impegnata a rispettare tutte le leggi ed i regolamenti applicabili nel farlo“, ha aggiunto ancora la portavoce Kelley Dougherty.