La centralita’ dei terremoti nella storia della citta’, fenomeni tutt’altro che sporadici o fortuiti ma strutturali alla conformazione geologica del territorio, trova oggi collocazione al Museo della Storia di Bologna, in via Castiglione, con l’inaugurazione di ‘Quando Bologna trema’, la nuova Sala dei Terremoti, al secondo piano di Palazzo Pepoli. Un punto informativo stabile sui caratteri sismici della citta’ e dell’area bolognese – dalla pianura all’Appennino – in cui risiede oltre un milione di abitanti. Il progetto, il primo in Italia di questo tipo, e’ di Emanuela Guidoboni, esperta di sismologia storica, ed e’ stato realizzato con il Centro di documentazione Eedis-Eventi Estremi e Disastri. Il tragico terremoto del 2012, con le due forti scosse del 20 e 29 maggio (magnitudo 6,0 e 5,9), ha colpito soprattutto le province di Modena, Reggio e Ferrara: il bolognese e’ stato appena lambito e gli abitanti hanno provato soprattutto paura e apprensione. Ma se si guarda ai secoli passati, lunghe sequenze sismiche si sono originate in area bolognese; alcune hanno causato danni, modificando non solo il patrimonio edilizio dei paesi e della citta’, ma anche le condizioni di vita di chi ne fu colpito. In passato queste aree erano perlopiu’ agricole, ora sono densamente popolate e ospitano anche numerose industrie.
La Sala offre la possibilita’ di conoscere dati precisi sulla sismicita’ e di intraprendere un percorso nella storia culturale di questi temi, esposta sia nei pannelli esplicativi, sia nei numerosi approfondimenti contenuti nel tavolo touch centrale e nei due supporti multimediali. Il percorso prevede anche un approfondimento su ‘Che cosa sono i terremoti e perche’ accadono’, tema visto con gli occhi degli scienziati di oggi, punto di comprensione geologica e di convergenza fra i tempi lunghi della geologia e quelli assai piu’ brevi della storia umana. Nel tavolo touch sono disponibili anche filmati su alcuni terremoti italiani del Novecento, messi a disposizione dalla Cineteca di Bologna. “L’importanza di un Museo sta nella sua capacita’ di incidere in maniera viva nel tessuto culturale e sociale di una citta’ – dice Fabio Roversi-Monaco, presidente di Genus Bononiae. Musei nella Citta’ – Per questo abbiamo fortemente voluto arricchire il nostro percorso di questo tassello, concepito per sollevare interrogativi, animare dibattiti e mostrare come la storia sia un imprescindibile punto di partenza per la progettazione razionale e costruttiva di ogni societa’ civile”.


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