Il colpo di calore non è l’unico pericolo del bagno in mare o nei laghi: come proteggersi dalle numerose minacce dell’acqua quando fa molto caldo

Dal colpo di calore alla disidratazione fino ai batteri sono tante le minacce che provengono dall'acqua quando fa molto caldo: ecco come proteggersi e altri utili consigli attraverso le parole degli esperti

La prima ondata di caldo è arrivata impetuosa sull’Italia, facendo schizzare le temperature verso i +40°C al Sud Italia. E così se fino a qualche giorno fa si maledicevano ancora pioggia e maltempo, oggi spiagge e laghi sono presi d’assalto per cercare un po’ di refrigerio nell’acqua. Fare un tuffo rinfrescante è senza dubbio un modo divertente per combattere il caldo, ma l’acqua non protegge il corpo umano dai pericoli legati al calore, come disidratazione, scottature e persino colpi di calore.

Quando il nuotatore americano Fran Crippen ha perso la vita in una competizione internazionale di nuoto nel 2010, è stato scoperto che l’acqua calda ha avuto un ruolo nella tragedia. La temperatura dell’acqua negli Emirati Arabi Uniti quel giorno era compresa tra i +30 e i +32°C, riporta AccuWeather, autorevole centro meteorologico statunitense, e altri nuotatori hanno richiesto cure contro il colpo di calore dopo la gara. La morte di Crippen ha portato nuova consapevolezza sui pericoli del nuotare quando le temperature sono alte e sottolinea solo una delle minacce che possono accadere a quanti si godono l’effetto rinfrescante dell’acqua nei mesi più caldi.

Colpo di calore

Potrebbe essere stato un colpo di calore, raro tra i nuotatori, ad uccidere Crippen, a causa delle acque eccessivamente calde e delle alte temperature dell’aria durante la gara. “L’intervallo di temperatura confortevole è molto più piccolo nell’acqua rispetto alla terra. Una volta che l’acqua inizia a superare i +29°C, soprattutto con corrispondenti temperature dell’aria calde, può diventare troppo calda se ci si muove in una sessione di nuoto o allenamento”, ha spiegato ad AccuWeather, Kathleen Wilson, nuotatrice e istruttrice di SwimCalm.

I sintomi a cui prestare attenzione includono pelle fredda, umida e pallida, mal di testa o nausea, sensazione di debolezza generale, vertigini, confusione mentale e respiro debole. Chiunque si ritrovi a sperimentare simili sintomi dovrebbe richiedere immediatamente assistenza medica. Non bere abbastanza acqua prima e durante una nuotata può aggravare velocemente gli effetti del colpo di calore, secondo gli esperti.

Disidratazione

Il problema più grande che le persone dimenticano è che sudano mentre lavorano nell’acqua”, ha spiegato Carolanne Caron, esperta di sicurezza in acqua e istruttrice di Winning Swimming. Caron suggerisce che genitori o istruttori si assicurino che i bambini siano spesso reidratati, che abbiano frequenti pause per andare in bagno e pause dal nuoto. Nonostante siamo circondati dall’acqua, infatti, mantenere un’idratazione adeguata è essenziale quando si nuota perché il corpo ancora suda. “Questo può essere pericoloso sia per i bambini che giocano in piscina tutto il giorno che per i nuotatori agonistici che fanno lunghi e difficili allenamenti”, ha aggiunto Emily Long, esperta di sicurezza e salute di SafeWise.

Gli esperti sostengono che la maggior parte delle persone non si rende conto del proprio livello di fatica dopo una nuotata in acque calde fin quando non smette di nuotare. È consigliato bere bevande leggermente aromatizzate con elettroliti, come Gatorade, per rimanere adeguatamente idratati ed evitare alcol e bevande zuccherate o gassate.

Scottature

scottature solariEssere in acqua non protegge la pelle dalle scottature o dal rischio di melanoma. Gli esperti concordano che applicare la crema solare solo una volta prima di una nuotata non è abbastanza, perché svanisce nel tempo. “La freschezza dell’acqua renderà un nuotatore meno consapevole di una scottatura crescente”, ha spiegato Wilson. L’American Academy of Dermatology raccomanda di riapplicare la crema solare almeno ogni due ore per restare protetti o immediatamente dopo una nuotata o dopo un’eccessiva sudorazione.

Esposizione a batteri e parassiti

Quanti sono abituati a fare il bagno in mare o laghi possono non essere consapevoli dei pericoli delle alghe tossiche, dei batteri e dei parassiti che crescono nelle acque più calde. C’è anche il rischio estremamente raro di esposizione ai batteri Naegleria fowleri, un’ameba “mangia cervello” che si trova nei corpi d’acqua dolce e calda. “La giardiasi e la criptosporidiosi sono due malattie ben note che colpiscono l’intestino”, ha precisato Wilson. Secondo gli esperti, le infezioni da giardia causano crampi, gonfiore e diarrea acquosa. Il microscopico parassita che le causa si trova in varie parti del mondo, soprattutto nei luoghi con scarsa igiene. Per evitare le infezioni da cryptosporidium, gli esperti avvisano i genitori di controllare che i bambini non ingoino acqua durante una nuotata.