Nuova strategia climatica di Crédit Agricole, che mira ad essere “allineata con l’accordo di Parigi” sui cambiamenti climatici e comprende un’innovativa politica “no-carbone”.
Secondo l’ONG Friends of the Earth Francia, che da tempo si è battuta affinché Crédit Agricole e altre importanti banche francesi smettessero di sostenere il carbone, “Crédit Agricole ha stabilito quella che è ad oggi una best practice nei confronti del carbone. Questi parametri di riferimento devono ora essere rispettati o superati da altri attori”.
Crédit Agricole eliminerà completamente il carbone dai suoi investimenti e portafoglio di finanziamenti nei paesi UE / OCSE entro il 2030, in Cina entro il 2040 ed, entro il 2050, altrove, come richiesto per limitare il riscaldamento globale a 1,5C.
Crédit Agricole richiede che tutte le imprese abbiano, entro il 2021, un piano dettagliato per chiudere (e non vendere) ciascuno dei loro coal assets entro le scadenze sopra indicate. Se la domanda non sarà soddisfatta, i sostegni saranno ridotti e le imprese saranno messe in una lista di controllo prima di essere completamente escluse (in caso insistano a continuare nel loro operato).
Crédit Agricole pone fine anche a tutti gli aiuti alle imprese che espandono o prevedono di espandere le loro attività nel settore carbonifero – dall’estrazione del carbone alla produzione di energia elettrica, compresi il commercio e il trasporto di carbone (Crédit Agricole è la prima istituzione finanziaria mondiale a prendere tale decisione).
La nuova politica si applica a tutte le attività del gruppo e copre tutti i patrimoni in gestione, compresi i patrimoni di terzi e i patrimoni sottoposti a gestione passiva.
