Farmacie: Diaday, nel 2018 scoperti 5mila diabetici che ignoravano di avere la malattia

Terza edizione del Diaday, il nuovo appuntamento partirà in occasione della giornata mondiale del diabete del 14 novembre

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Quasi 130.000 persone monitorate in pochi giorni e ‘intercettati’ circa 5.000 cittadini diabetici ma non sapevano di esserlo. Sono alcuni risultati ottenuti nel ‘DiaDay 2018‘, iniziativa promossa lo scorso novembre da Federfarma, associazione dei titolari di farmacia che ha presentato a Roma, insieme ai dati, la terza edizione del Diaday. Un nuovo appuntamento che partirà in occasione della giornata mondiale del diabete del 14 novembre. La campagna anche quest’anno sarà patrocinata da Fofi, Fnomceo, Amd, Sid, Aild, Utifar, Fenagifar e Cittadinanzattiva e sostenuta da diverse aziende.
I risultati 2018, raccolti da 5.112 farmacie che hanno aderito alla giornata – ha ricordato Marco Cossolo, presidente di Federfarma – hanno permesso di individuare persone inconsapevoli della loro condizione che ora possono curarsi adeguatamente e molto probabilmente eviteranno le complicanze e il progredire della malattia. Un vantaggio per i malati ma anche per le casse del Servizio sanitario nazionale perché la malattia costa esponenzialmente di più man mano che progredisce“. Nel corso dell’iniziativa, durante la quale sono stati realizzati circa 130 mila test, è stata valutata anche l’aderenza alle terapie. “Un elemento importante – continua Cossolo – in cui il farmacista ha un ruolo decisivo ma che non si deve confondere con la semplice modalità di ricordare al paziente di assumere la pillola. Non basta una app. E’ la consulenza attiva del professionista a fare la differenza“.
La mancata aderenza alla terapia è un problema gravissimo – osserva Silvia Pagliacci, presidente del Sunifar (farmacie rurali) e coordinatrice del progetto ‘DiaDay’ – e non solo per il diabete. Uno studio recente su 5 patologie croniche molto diffuse(diabete, osteoporosi, fibrillazione atriale, dislipidemie e ipertensione) ha calcolato che se i malati seguissero scrupolosamente le terapie prescritte loro dal medico, il Ssn potrebbe risparmiare fino a 3,7 miliardi di euro (pari al 22,6% della spesa farmaceutica territoriale, che è di 16,5 miliardi di euro). La presa in carico del paziente cronico da parte della farmacia permetterebbe la riduzione delle ricadute e delle recidive e una riduzione degli accessi ai Pronto soccorso e dei ricoveri ospedalieri. In sintesi, più salute e meno spesa“.
Obiettivi dello screening del ‘DiaDay 2018′ – realizzato a novembre per 13 giorni sugli utenti delle farmacie che hanno aderito volontariamente – sono stati l’individuazione del diabete nelle persone che non sapevano di averlo; l’individuazione delle persone con prediabete; la valutazione nelle persone sane della possibilità di sviluppare nell’arco dei dieci anni successivi. E’ stata valutata inoltre l’aderanza alla terapia delle persone già in cura per la malattia. Tra le persone valutate il 59% era donna, il 41% uomo. Per quanto riguarda l’età l’83% aveva più di 44 anni. Lo screening è consistito nella misurazione capillare della glicemia attraverso striscia reattiva e glucometro insieme alla compilazione di un questionario validato dalla comunità scientifica internazionale.
I diabetici di nuova diagnosi – ha illustrato Frida Leonetti della Società italiana di Diabetologia – sono stati prevalentemente uomini (58,68%) contro il 41,32% di donne. Per quanto riguarda il prediabete – una predisposizione alla malattia asintomatica caratterizzata da valori di glucosio nel sangue, a digiuno, lievemente superiori alla norma – sono stati percentualmente più numerosi nel 2018 di quelli del 2017. Dall’elaborazione delle risposte al questionario è risultato che il rischio di contrarre la patologia nei 10 anni successivi è molto elevato (50%) per il 2,55% delle persone sane e per 7,86% dei prediabetici (individuati secondo i parametri dell’Oms).