Meteo, Cia Padova: il caldo mette a rischio frutta, mais e orticole

Gli imprenditori agricoli della Cia-Agricoltori italiani di Padova sono in stato di allarme

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Dopo un mese di pioggia incessante e asfissia per le coltivazioni, l’agricoltura padovana è minacciata dal caldo anomalo annunciato a partire dalle prossime ore. La colonnina del mercurio salirà di oltre 12 gradi sopra la media stagionale, e a soffrire maggiormente di una calura a dir poco eccessiva, saranno frutta, verdura, e mais.
Gli imprenditori agricoli della Cia -Agricoltori italiani di Padova sono in stato di allarme e, tra la pioggia di maggio e il caldo improvviso, subiscono un calo della produzione pari anche al 40%, ed un aumento di costi di produzione del 30%. Il calore che sta per arrivare nella regione comporterà per gli agricoltori la necessità di ricorrere con maggiore intensità e frequenza all’irrigazione, nel tentativo di salvaguardare i 1.500 ettari coltivati a orticole, gli oltre 36.000 dedicati al mais, e altri 700 relativi alla frutta: “Per poter irrigare i campi coltivati dobbiamo turnarci – commenta il Presidente di Cia Zona Montagnana, Luca Ferrazin, coltivatore di frutta – Le piante stanno andando in stress idrico, producendo in molti casi frutti che risulteranno piccoli e duri, e non commerciabili, con una perdita di produzione prevista che si attesta al 30%”.
E non finisce qui: perché dopo aver assorbito acqua in quantità abnorme, ora il mais rischia di interrompere la sua crescita. Ne parla Emilio Cappellari, Presidente di Cia Zona Este: “Se le temperature superano i 34 gradi, il masi non riesce a compiere il suo ciclo naturale, va in stress, e le produzioni ne risentono sia per quantità, che per qualità. Se ne produce di meno, e sarà più facilmente attaccabile dai parassiti”.
E le orticole? “C’è un forte calo nella produzione di zucchine e pomodori – racconta l’imprenditore agricolo Davide Russo, che coltiva biologico ai piedi dei Colli Euganei -. Quest’anno, tra la pioggia di maggio e il caldo incredibile di questi giorni, la mia produzione è scesa del 40% rispetto allo stesso periodo del 2018. Tanto per fare degli esempi, avrei dovuto piantare la cipolla a metà aprile, e sono stato costretto a piantarla a giugno, e per i fagiolini siamo in attesa di vedere come evolve la situazione, perché con il forte caldo rischiano di non crescere”.
C’è timore per i prossimi giorni, anche da parte di Marco Zambon, Presidente dell’associazione Dal Campo alla Tavola di Cia: “L’unico strumento che abbiamo a disposizione per affrontare questo momento è l’irrigazione, che ha comunque un costo, e che non è infinita. Potremo tener duro al massimo una settimana, ma poi la situazione diventerebbe drammatica”.
Poco si può fare contro le trasformazioni del clima, ma non si possono ignorare le necessità degli agricoltori: “Gli eventi climatici mettono a dura prova la redditività agricola – dichiara il Direttore di Cia Padova, Maurizio Antonini -. E’ indispensabile garantire un reddito equo agli imprenditori agricoli, anche attraverso le assicurazioni da eventi calamitosi, e i contributi della Politica Agricola Comunitaria”.