Non buttatevi in quell’acqua! In Italia le peggiori zone balneabili d’Europa, ecco quali sono

Europa promossa in materia di qualità delle acque balneabili, Italia bocciata solo in parte: il Sud fa registrare pessimi risultati

Europa promossa in materia di qualità delle acque balneabili: la maggioranza sono addirittura eccellenti. È quanto emerge dalla relazione annuale sulle acque di balneazione stilata dall’Agenzia europea dell’Ambiente (Aea) che ha preso in esame la qualità dei siti controllati. Peccato, solo, per l’Italia, che pur avendo alcune tra le più eccellenti acque balneabili, ne presenta altre che sono agli ultimi posti della lista del vecchio continente.

All’Italia va infatti la maglia nera Ue per il maggior numero di siti con acque balneabili, sulla costa e all’interno, di bassa qualità (89), davanti a Francia (54) e Spagna (50). Secondo il rapporto, i siti balneari di scarsa qualità sono aumentati rispetto a un anno fa in Italia (da 79 a 89) e in Spagna (da 38 a 50), mentre per la Francia la situazione è in miglioramento (da 80 a 54). Ma allo stesso tempo l’Italia si piazza nona nella ‘top ten’ dei Paesi Ue con il numero più alto di acque eccellenti. Nel 2018, infatti, il 90% dei bacini balneabili italiani analizzati (4.987 su 5.539) presentavano acque di qualita’ eccellente. Un dato che si attesta oltre la media Ue (85%), con la nostra penisola che fa meglio di Paesi come Spagna (87%), Francia (78,8%) e Svezia (72,7%), ma peggio di Germania (92,7%) o Grecia (97%). Lo scettro della classifica va a Cipro, con il 99,1% di acque balneabili eccellenti. Complessivamente, i bacini italiani analizzati rappresentano il 25% di tutte le acque balneabili nell’Ue.

Per quanto riguarda l’Italia, le province in cui si concentra la maggiore quantità di siti con acqua di scarsa qualità sono Napoli e Reggio Calabria.