L’assemblea dei soci del Consorzio di tutela del Prosecco Doc ha dato mandato al presidente Stefano Zanette di chiedere alla Direzione agroalimentare di Veneto e Friuli Venezia Giulia di riclassificare gli ettolitri della riserva vendemmiale da Prosecco a “vino bianco con o senza indicazione geografica”. La decisione, prevista dalle leggi delle due Regioni, viene presa in un’ottica di regolazione delle vendite e di mantenimento del prezzi al di sopra di determinati valori. Ad essere esclusa dalla richiesta sara’ soltanto la componente di riserve vendemmiali destinata a diventare Prosecco biologico. Per il Prosecco Doc fra gennaio e maggio 2019 gli ettolitri imbottigliati sono stati superiori del 5,5% rispetto all’anno precedente, in piena corrispondenza con le previsioni del Consorzio. “L’andamento climatico degli ultimi mesi – aggiunge Zanette – ci ha fatto uscire indenni dal pericolo di gelate e la produzione va quindi a soddisfare i 180 quintali per ettaro previsti dal disciplinare. I pronostici sulla vendemmia 2019 e l’andamento del mercato, dunque, ci hanno indotto a chiedere la riclassificazione a vino bianco cio’ che era stato accantonato in via prudenziale”. L’assemblea dei soci del Consorzio Prosecco Doc ha infine approvato una misura contro il cosiddetto “italian sounding”, per cui entro due anni tutti i soci dovranno apporre sulle loro etichette il logo della denominazione “Prosecco Doc”, fino ad oggi facoltativo.
Prosecco, il Consorzio di tutela chiede di riclassificare la riserva della vendemmia
Le richieste del Consorzio di tutela del Prosecco Doc sulla riserva vendemmiale


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