Sviluppo Sostenibile, economista: “Il cambiamento sta accelerando e i segnali sono allarmanti”

Festival dello Sviluppo Sostenibile: si conclude oggi la più grande manifestazione internazionale sulla sostenibilità

Si conclude oggi il Festival dello Sviluppo Sostenibile di ASviS, la più grande manifestazione internazionale sulla sostenibilità. L’evento ha sottolineato l’urgenza di un impegno forte, generale e condiviso, per cambiare il modello di sviluppo e produrre quella transizione necessaria per garantire la sostenibilità economica, sociale, ambientale e istituzionale e quindi un futuro di benessere a questa e alle nuove generazioni.

La giornata conclusiva del Festival, che si svolgerà oggi alla Camera dei Deputati a partire dalle 14, vedrà la partecipazione speciale di Jeffrey Sachs.

In un’intervista a “La Repubblica”, l’economista statunitense anticipa alcune riflessioni sulla situazione mondiale rispetto al tema portato avanti da ASviS.

Abbiamo superato la soglia di guardia – dichiara Jeffrey Sachs -. Il cambiamento ora sta accelerando e i segnali sono allarmanti. Non so se siamo ad un punto di non ritorno ma è certo che ci stiamo avvicinando a grandi passi. Dobbiamo guardare alla realtà: Donald Trump è impreparato e mentalmente instabile; nulla di quel che dice ha senso”.

Parlerà “dell’ltalia e del ruolo centrale che potrebbe avere in un’Europa più unita e forte. Abbiamo un disperato bisogno di un’Europa forte e di un Paese come il vostro se vogliamo prendere la giusta direzione –continua Sachs-. Dovreste però smettere di protestare e guidare invece Bruxelles verso un vero cambiamento. Costruendo le giuste infrastrutture a livello europeo, potreste divenire uno dei primi produttori di energia solare.

L’Europa, – spiega Sachs – economia più ricca sia della Cina sia degli Stati Uniti, non ha brillato per lungimiranza. Prenda la produzione di batterie elettriche, che svolgeranno un ruolo essenziale nella mobilità del prossimo futuro. Le tecnologie migliori e la produzione sono in Giappone, Corea e in Cina. La dipendenza dal pozzi di petrolio del Medio Oriente sarà presto sostituita da quella della forniture cinesi. Avreste dovuto fondare una Airbus della mobilità elettrica, perché un’operazione simile può esser fatta solo a livello europeo. Avete aziende brillanti nel campo energetico, ma sono poco sostenute e non collaborano abbastanza. Tutto ciò accade mentre i costruttori di automobili annunciano uno dopo l’altro che smetteranno di produrre veicoli tradizionali. E pensare che potreste svolgere un ruolo fondamentale anche collaborando con la Cina e spingendola a sua volta a cambiare”.

In Francia il dissenso è stato provocato dall’aumento del prezzo del carburante dovuto al carbon tax. “Un errore strategico del presidente Macron. Per questo parlavo di infrastrutture: è necessario prima creare un’alternativa a basso costo ai mezzi a benzina e solo dopo scoraggiare l’uso del carburante. Eppure, malgrado la Francia, in Germania i verdi hanno ottenuto un ottimo risultato alle ultime elezioni. In generale credo che l’Italia e l’Europa siano ad un bivio: devono decidere da quale parte della storia vogliono stare. Se abdicare alla paura e farsi sedurre dalla sirene dei vari Donald Trump o riprendere in mano la situazione correggendo gli errori macroscopici fatti fino ad oggi”.